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Roma, 17 mar – Era rimasta pressoché l’unica compagnia ad effettuare voli da e per la penisola dopo la sequela di cancellazioni che avevano, di fatto, isolato l’Italia dal punto di vista del trasporto aereo. Nonché la sola opzione, tramite un piano straordinario di voli speciali approntato nei giorni scorsi, per permettere ai nostri concittadini bloccati all’estero di rientrare in patria. Nel momento del bisogno Alitalia ha risposto presente e adesso il governo sembra pronto in qualche modo a “ricambiare” nazionalizzandola.

Un fondo per il trasporto aereo

L’ipotesi è spuntata all’interno del decreto “Cura Italia” varato ieri, nel quale ha fatto capolino lo stanziamento di 800 milioni, a valere sul 2020, per sostenere il comparto dell’aviazione civile gravemente colpito dall’epidemia di coronavirus.

Ovunque nel mondo il settore si trova in difficoltà: British Airway prevede di ridurre i voli del 75%, Air France-Klm si spinge fino al 90%, percentuale analoga a quella di Lufthansa, mentre Ryanair è arrivata a ventilare la messa a terra di tutta la sua flotta. Si moltiplicano così le richieste di aiuti pubblici: nei soli Stati Uniti, dove ad esempio United Airlines ha annunciato un taglio del 50% delle rotte, si parla della necessità di almeno 50 miliardi di dollari di sostegni.

Alitalia nazionalizzata

Degli 800 milioni stanziati, buona parte – si parla di almeno 600 – dovrebbero finire proprio ad Alitalia. La società si trova attualmente in amministrazione straordinaria, dopo che anni di scellerata gestione (privata: dai “capitani coraggiosi” alla disastrosa parentesi Etihad) hanno affossato quel poco di buono che restava della nostra compagnia di bandiera, mentre lo Stato continuava imperterrito a garantire la sua operatività con prestiti ponte miliardari: 1,5 miliardi negli ultimi due anni e mezzo, compresi i 400 milioni messi a disposizione a dicembre 2019 con l’obiettivo di tenerla in piedi in attesa di in un compratore da ricercare entro l’estate, con domani ultima data utile per ricevere le manifestazioni di interesse.

Visti i chiari di lunga delle scorse settimane, tuttavia, l’impresa sembra diventata impossibile. Da qui la necessità di valutare strade alternative per evitare di lasciare a terra più di 90 aerei, rischiando di far finire decine di migliaia di lavoratori tra diretto e indotto ad ingrossare le fila dei disoccupati: “In considerazione della situazione determinata sulle attività di Alitalia – Società Aerea Italiana e di Alitalia Cityliner entrambe in amministrazione straordinaria dall’epidemia da Covid-19 – si legge nella bozza di decreto, che ancora deve essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale – è autorizzata la costituzione di una nuova società interamente controllata dal Ministero dell’economia e delle Finanze ovvero controllata da una società a prevalente partecipazione pubblica anche indiretta”.

Adesso un piano industriale

L’occasione, se è lecito dirlo, è ghiotta: in un momento in cui altre compagnie – specialmente quelle a basso costo – hanno dimostrato di non essere in grado di garantire un servizio essenziale e si va verso un ripensamento globale dello scenario del trasporto aereo, un’Alitalia nazionalizzata potrebbe sfruttare il momento per sciogliere alcuni nodi mai risolti.

A partire da un serio piano industriale (che, detto per inciso dato che la storia non si fa con i “se”, si sarebbe potuto varare investendo i miliardi gettati al macero in passato) che punti decisamente verso quelle rotte a rotte a lungo raggio dove ancora esistevano – ed esisteranno, passata l’epidemia – margini di guadagno. Per metterlo in piedi servono investimenti in flotta, l’esatto contrario di quanto fatto nel corso degli ultimi anni con i vari commissari alla disperata ricerca di una cura dimagrante per rendere la società più snella e appetibile all’ennesimo compratore straniero. Se non si tratta dell’ultima chiamata per il volo Alitalia, poco ci manca.

Filippo Burla

5 Commenti

  1. È sleale in un mercato di libera concorrenza. Spero l’europa li impedisca, una poca cosa giusta che puo’ fare… E poi basta pagare per sti’cialtroni per due voletti per rimpatriare chi se ne è andato alle maldive… voletti che paghiamo noi tra l’altro…

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