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Roma, 6 apr – Con l’emergenza coronavirus la gran parte degli interventi dei vigili del fuoco in Spagna è drasticamente cambiata. E purtroppo assume contorni drammatici. “Non ci sono più incidenti, non ci sono più infortuni, l’85% dei nostri interventi è per aprire le porte delle case dove le persone muoiono sole”, ha dichiarato un pompiere che lavora a Madrid. “Ci sono persone che sono sole, non sono ricoverate in ospedale, chiamano al telefono e viene detto loro di rimanere a casa e non fanno il test. Finiscono per morire senza cure”, ha spiegato il vigile del fuoco spagnolo.

Così i pompieri, chiamati da familiari o amici preoccupati delle mancate risposte alle telefonate da parte dei malati di coronavirus, intervengono per “sfondare” le porte delle abitazioni e spesso si trovano davanti cadaveri. “Non c’è mai stata una crisi simile a questa, è la più grande rottura nella vita delle persone. Forse solo la guerra è simile a ciò che stiamo vivendo”, ha detto il vigile del fuoco madrileno.

Più contagi che in Italia

Il sistema sanitario spagnolo sta d’altronde accusando pesantemente i colpi inferti dalla pandemia: oltre 13mila vittime confermate dai dati diffusi dal ministero della Sanità e superata l’Italia nel numero dei contagi. I casi di persone contagiate in Spagna sono infatti oltre 135mila. Ma la difficoltà principale che sta affrontando la nazione iberica è proprio quella relativa alle cure: pochissimi posti disponibili negli ospedali. E così c’è chi, la Catalogna ad esempio, pensa che non sia proprio possibile ricoverare tutti gli infettati che avrebbero bisogno di assistenza. Un dramma nel dramma.

Alessandro Della Guglia

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