Roma, 18 dic – Non c’è dubbio che le nazioni europee abbiano collaborato fruttuosamente, anche durante la guerra fredda, con regimi considerati autoritari o totalitari in una logica di contrapposizione bipolare. Tuttavia oggi le relazioni bilaterali tra i Paesi cosiddetti democratici e quelli che non lo sono, vengono attuati all’insegna soprattutto di proficue partnership commerciali, secondo l’antico adagio pecunia non olet. Fra gli innumerevoli esempi che potremmo portare a dimostrazione di quanto sostenuto vogliamo rivolgere la nostra attenzione alle relazioni della Francia con la Turchia e la Russia.

Le relazioni commerciali tra la Francia e la Turchia

La Business France, che promuove le imprese francesi nel mondo, ha organizzato un viaggio tra il 2 e il 4 novembre scorsi di imprenditori transalpini proprio in Turchia. Parliamo soprattutto di rappresentanti di subappaltatori francesi nell’ambito dell’industria aeronautica come Eurep Industries, Permaswage, Loiretech, CTMI, Micronor e Win MS. Ma per quale ragione si sono recati in Turchia? In primo luogo il viaggio in Turchia deve essere inserito in un preciso contesto che è quello delle “Giornate aerospaziali francesi”, che si sono svolte proprio in Turchia. Durante questo viaggio gli imprenditori francesi hanno incontrato il produttore di droni Uevera (ex IVME IHS) e il suo nuovo proprietario, il conglomerato industriale Coskunöz Holding. Questa azienda produce il drone Çagatay CGT50 e il drone bersaglio Cengaver CNG-V II, utilizzato per testare i sistemi di difesa aerea e addestrare gli operatori radar. L’obiettivo degli imprenditori francesi sarebbe quello di sviluppare l’industria locale, allo scopo di soddisfare le esigenze in ambito aeronautico – sia civile che militare – aumentando la cooperazione con imprese straniere come quelle francesi. Fino a questo momento, tuttavia, non è stato firmato nessun contratto in ambito militare.

Le relazioni commerciali tra Francia e Russia

Veniamo adesso alla Russia. Una delle sinergie che si sta concretizzando in questo periodo con la Russia è quella nel settore dell’intelligenza artificiale in cui Cina e Stati Uniti hanno un primato globale al momento attuale ineguagliato. Infatti la Russia sta investendo risorse via via sempre più ingenti nelle istituzioni accademiche russe. Nello specifico alludiamo all’Istituto dei sistemi di programma dell’Accademia russa delle scienze – uno dei principali centri di ricerca sull’intelligenza artificiale della Russia – e alla Fondazione Skolkovo, che ha un forte sostegno del governo e dirige l’equivalente russo della Silicon Valley. Ebbene, queste istituzioni dovrebbero cooperare con l’Istituto nazionale francese per la ricerca e la tecnologia digitale (INRIA), che ha siglato una partnership nel contesto del Program Systems Institute. Colui che in Russia ha contribuito a questa partnership è stato il vice primo ministro, Dmitrij Nikolaevic Kozak.

Ci sono poi altre due personalità chiave che hanno reso possibile questa cooperazione: il viceministro dello Sviluppo Economico russo Vladislav Fedoulov e l’amministratore delegato dell’INRIA, Bruno Sportisse. Oltre a loro altre personalità hanno reso possibile e renderanno possibile questa cooperazione fruttuosa. Ad esempio il direttore della Camera di commercio e industria franco-russa Emmanuel Quidet e Euryale Chatelard, che guida a Mosca la filiale della French Tech. In quest’ultimo settore i legami tra la Francia e la Russia in sono particolarmente stretti, come dimostra il fatto che French Tech e Fondazione Skolkovo sono state in contatto con un buon numero di aziende, tra cui le francesi BlaBlaCar e Atos.

Roberto Favazzo

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