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Damasco, 24 apr – La più radicale “agenzia di stampa” legata esplicitamente ai terroristi jihadisti, che ancora oggi occupano la zona sostenuti dall’esercito turco di Erdogan impegnato nell’offensiva contro il popolo curdo di Afrin, ormai abbandonato dal contingente alleato americano, è L’Idlib Media Center (Edlib Media Center). Non esiste un sito ufficiale, solo un canale YouTube dove il 4 aprile 2017 è stato tempestivamente pubblicato il video del presunto e mai provato attacco con armi chimiche a Khan-Shaykhun che destò, come successo lo scorso 7 aprile, lo sdegno della comunità internazionale e le richieste di un veloce intervento armato contro il Presidente Assad.



Una piccola curiosità ma che fan ben capire il contesto: il video venne postato sui social network quando l’aviazione siriana non aveva ancora colpito le posizioni logistiche dei terroristi. Insomma, la stessa sceneggiatura orchestrata il 7 aprile dopo la liberazione di Ghouta est. Nel 2017, l’esercito governativo era ad un passo dalla riconquista di Aleppo est. La conseguenza, anche in quell’occasione senza prove certe e sulla base del solo video pubblicato dall’Idlib Media Center, fu il bombardamento di una base aeronautica dove gli analisti statunitensi ritenevano che Assad potesse nascondere diverse armi chimiche. Ovviamente nessuna nube tossica si levò sulla zona dopo la pioggia di Tomahawk.

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Come da copione, a Khan-Shaykhun intervennero immediatamente i White Helmets nel soccorso degli intossicati, ovviamente senza tute protettive, maschere antigas e guanti. La cura per il tossicissimo sarin? Una bella doccia di acqua fredda. Tutto molto hollywoodiano.

Molti medici esperti nel campo delle intossicazioni da agenti chimici hanno ritenuto che i bambini, protagonisti del suddetto video, siano stati intenzionalmente avvelenati da sostanze oppiacee alla luce dei sintomi mostrati. Gli stessi bambini, usati come propaganda contro il Presidente Assad, sbattuti in copertina sulla francese Libération. La verifica delle fonti dei media mainstream occidentali è ormai un’annosa formalità.

Ricordiamo che, anche in quella occasione, sia Assad sia Putin chiesero l’immediato invio degli esperti dell’OPAC per verificare l’accaduto. Ispettori mai arrivati a Khan-Shaykhun ovviamente.

È emblematico che i maggiori mainstream media occidentali, i presidenti e i premier alleati, l’ONU e l’Unione Europea abbiano basato le loro esternazioni pubbliche sul video di “un’agenzia stampa” che di fatto non esiste se non sui social network.

Passiamo ad ANA PRESS, agenzia fondata da citizen journalist vicina, fino al 2016, ad Erdogan. ANA PRESS si vanta di distribuire ai media internazionali soltanto notizie verificate e neutre. Ovviamente, questa è una dichiarazione facilmente smentibile dai fatti.

I fondatori sono i cittadini britannici Danny Abdul Dayem, noto anche come “Syria Danny”, e Rami Jarrah (Alexander Page). Entrambi diventarono noti dopo lo scoppio della guerra siriana come esperti invitati dalla BBC, dalla CNN e da al-Jazeera. La stessa Avaaz, organizzazione fondata da George Soros, ne declamò l’attendibilità affermando quanto Rami Jarrah fosse un “affidabile corrispondente estero a favore del cambio di regime in Siria”.

Abbiamo già ampiamente documentato le pressioni sulla comunità internazionale perpetuate da Avaaz con le continue richieste di un intervento occidentale contro il Presidente Assad. Quindi Jarrah è stato usato come ulteriore strumento di propaganda dall’organizzazione americana nella distorta narrazione dell

a questione siriana.

ANA PRESS è stata fondata a Il Cairo nel 2012, dopo i tre arresti di Rami Jarrah (Damasco 2004 e 2011, proprio l’anno delle proteste finanziate dalle ONG filo-occidentali che portarono alla guerra, e sempre nel 2011 a Doha).

Gli sponsor economici dell’agenzia di stampa di Jarrah, almeno quelli conosciuti, sono due: Hivos, organizzazione non “governativa” olandese, finanziata da vari Ministeri degli Affari Esteri (Olanda, Finlandia, Danimarca, Svezia, Germania, Stati Uniti, Gran Bretagna, Canada, Svizzera, Norvegia), dall’Unione Europea, dall’UNFPA de

lle Nazioni Unite, e dall’Open Society Institute di Soros; SIDA, agenzia governativa svedese per la Cooperazione e lo Sviluppo internazionale. Quindi i fondi economici ad ANA PRESS arrivano direttamente dai governi occidentali. Infatti Jarrah non ha mai rifiutato i cortesi inviti fatti dal Parlamento Europeo.

Nel 2016, Rami Jarrah fu arrestato dalla polizia turca, nonostante i buoni rapporti con Erdogan e una sede dell’agenzia stabilita a Istanbul. Si può presupporre che un qualche tipo di accordo tra i due sia stato disatteso.

Concludiamo questa inchiesta, con il progetto, dichiaratamente americano, sviluppato per sfalsare la narrazione a proposito della questione siriana: Syria Deeply.

Fa parte del network News Deeply, start-up che sviluppa nuovi media con sede a New York allo scopo di “alfabetizzare i leader mondiali sui temi della politica estera”. News Deeply dichiara di non ricevere finanziamenti pubblici ma solo sostegno da fondazioni private. Syria Deeply si autodefinisce come “la piattaforma più importante del mondo riguardo al conflitto siriano e di essere “completamente indipendente dal punto di vista editoriale”.

Tra i finanziatori di Syria Deeply troviamo la già citata Hivos e The Asfari Foundation.

The Asfari Foundation, fondata a Londra nel 2006 da Sawsan e Ayman Asfari, è un’organizzazione che si prefigge “di aiutare i giovani a dare un contributo alla società attraverso l’educazione, la ricerca e il potere del pensiero libero”.

Oltre a Syria Deeply, sostiene diverse ONG operanti in Siria (solo nelle zone occupate dai “ribelli moderati” o in quelle turche confinanti) come i White Helmets e la sorella The Syrian Campaign, Physicians for Human Rights, SAWA for Development and Aid, Mercy Corps, Handicap International, altre organizzazioni internazionali come Save The Children, Medici senza Frontiere, International Rescue Committee, e le agenzie delle Nazioni Unite, UNHCR e Unicef. Non manca neanche la maltese MOAS (operante nel Mediterraneo dal 2014 al 2017) nell’elenco dei finanziati.

Ayman Asfari è un imprenditore britannico di origini siriane, presidente di Petrofac, società multinazionale fornitrice di servizi integrati alle industrie di produzione e trasformazione del petrolio, del gas e dell’energia. Nel maggio 2017, Asfari ha donato 100.000 sterline alla campagna elettorale del Partito Conservatore britannico, alcuni giorni prima di essere interrogato dal “Serious Fraud Office” a proposito dell’inchiesta riguardante Unaoil.

Decisamente una comunanza di obiettivi lega l’attività imprenditoriale e quella filantropica di Ayman Asfari.

Per verificare la totale mancanza di imparzialità e obiettività di Syria Deeply nel conflitto siriano, basta leggere l’articolo sul presunto attacco con armi chimiche del 7 aprile scorso a Douma, “What We Know About the Suspected Chemical Weapon Attack In East Ghouta”. Il “sospetto” del titolo diventa confermato nella narrazione dell’articolo, e si parla del provato attacco con il sarin del 4 aprile 2017 nella provincia di Idlib.

Chiudiamo questa rassegna riguardante le fonti definite siriane prese ad oracolo dai media mainstream internazionali, italiani compresi, con una domanda: si possono definire attendibili agenzia di stampa volutamente create e finanziate dai governi occidentali, come documentato, che hanno rilevanti interessi nel conflitto e nella caduta del Presidente Assad (la Siria è nell’elenco degli “stati canaglia”) e/o sono composte da citizen journalist legate ai cosiddetti “ribelli moderati”?

Il seguente video potrebbe essere un’eloquente risposta.

Video: https://yadi.sk/d/cTNQs9kM3UYTbe

Francesca Totolo

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