Che l’Unione europea non sia, non possa e neppure voglia agire come un attore unico internazionale è cosa nota ormai persino ai più ferventi sostenitori di Bruxelles. C’è tuttavia un ulteriore problema per coloro che, ingenuamente, ancora sognano di veder garrire una sola bandiera sul Vecchio Continente. Parliamo di una vera e propria frattura che potrebbe aprirsi nel cuore dell’Europa, seguendo la linea della catena alpina: quella tra Germania e Italia.

Questo articolo è stato pubblicato sul Primato Nazionale di novembre 2022

Le due maggiori potenze manifatturiere, dati alla mano, subiranno più di tanti altri Paesi dell’eurozona il contraccolpo delle sanzioni alla Federazione Russa, del conseguente minor afflusso di gas e della parallela speculazione attorno al prezzo delle forniture. Sia Berlino che Roma, come gran parte dell’Occidente, si sono allineate prontamente al fianco dello Zio Sam una volta scoppiata la guerra in Ucraina, condannando le mosse di Putin e dichiarando di essere pronte a riempire Kiev di armi fino «alla vittoria finale». Eppure le dichiarazioni delle cancellerie, spesso di facciata, vanno sempre prese con le pinze.

Italia e Germania sempre più divise?

Se il governo di centrodestra a guida Meloni ha già dichiarato amore incondizionato alla Nato, promettendo di proseguire l’atlantismo draghiano a spron battuto, il governo di Olaf Scholz mostra di essere parecchio insofferente nei confronti delle pressioni statunitensi. Gli attacchi ai due Nord Stream nel Baltico hanno messo in chiaro, qualora servisse, quanto dall’altra parte dell’Atlantico non tollerino alcun flirt con il Cremlino. Lo stesso Biden, nel 2021, aveva minacciato l’integrità del gasdotto, vero e proprio cordone ombelicale tra Mosca e Berlino, e l’ambiguità tedesca nei confronti dei russi e dei cinesi (lo stesso Scholz si è recato recentemente a Pechino per rinsaldare i rapporti con la potenza asiatica) ha sempre fatto storcere il naso alla Casa Bianca. La classe dirigente italiana si è distinta, ancora una volta, per essersi dimostrata più realista del re. Quella tedesca, invece, sembra essersi fatta i conti in tasca: senza gas russo e con una guerra alle porte dell’Europa orientale, l’industria teutonica rischia di…

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