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Roma, 25 giu – In Islanda via tutte le restrizioni anti Covid. E’ la prima nazione europea (non fa parte dell’Ue) a tornare completamente alla normalità pre pandemia. Il governo di Reykjavik ha deciso per lo stop sia alle mascherine che al distanziamento. Eliminate tutte le restrizioni insomma, a partire da domani nell’isola di ghiaccio e di fuoco non esisteranno più le misure che da oltre un anno vigono in tutta Europa. Dopo 15 mesi nessuno sarà più costretto a indossare la mascherina e a rispettare il cosiddetto “distanziamento sociale”. Addio anche ai limiti di persone riunite nei luoghi al chiuso.



Islanda, via tutte le restrizioni. “Godetevi l’estate”

Ad annunciare la svolta – come riferito da Iceland monitor – è stata Svandis Svavarsdotti, ministro dalla Salute islandese. “Godetevi l’estate, e grazie per aver partecipato con noi a questa lotta”, ha detto Svavarsdotti rivolgendosi ai cittadini. Il ministro ha poi voluto sottolineare che il suo è il primo Paese nordico a togliere tutte le restrizioni e molto probabilmente il primo in Europa.

Un annuncio arrivato dopo che nell’ultima settimana in Islanda non sono stati rivelati contagi. Nel frattempo procede più che spedita la campagna di vaccinazione. Quasi il 90% dei cittadini islandesi sopra i 16 ani ha ricevuto almeno una dose di vaccino. Mentre il 60% della popolazione è completamente immunizzata. Dall’inizio dell’emergenza coronavirus in Islanda, piccola nazione con appena 366mila abitanti, sono stati registrati in tutto 6.500 contagi e 30 morti.

Chi potrà andare in Islanda

Dal primo luglio potrà entrare liberamente in Islanda chiunque in possesso di un certificato valido di guarigione dal Covid. Oppure di immunizzazione con vaccini riconosciuti da Ema o Oms. Senza bisogno di sottoporsi a ulteriore test all’arrivo. Nessun certificato verrà richiesto invece ai minori nati a partire dal 2005. Agli altri viaggiatori non in possesso dei citati documenti verrà invece richiesto all’arrivo nel Paese un certificato che attesti l’esito negativo al  tampone molecolare. Non solo: verranno sottoposti al test anche all’arrivo, saranno obbligati a trascorrere cinque giorni in quarantena e infine di nuovo testati al termine del periodo di isolamento.

Eugenio Palazzini



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3 Commenti

  1. Beh ottimo! del resto non tutti possono godere del primato di avere Bobby Hope come salute ministro!
    Comuqnue pur non essendo UE questi hanno detto si alla napalm vaccinale di massa! Altrochè! ergo , peccato noi avremmo voluto confrontarci con questa isola felice sovrana e pura!

  2. La stessa storia che prima veniva fatta con l’Inghilterra.. solo che ora i contagi sono sparati in aria in Inghilterra e tutti zitti.
    Ma a prendere come esempio un singolo paese, con pochi contagi, per dire che “sarebbe giusto” iniettare il “siero sperimentale” a tutti, e dire che altri paesi dovrebbero seguire la stessa strada sono buoni tutti.. però non mi sembra molto scientifico.
    Se prendiamo una casistica leggermente più grande, guardando al di fuori dall’orticello, vediamo la Nuova Zelanda che ha vaccinato solo il 7.91% della popolazione, e ha dati molto simili all’Islanda.
    Solo che nessuno la prende come esempio, perchè non serve per “glorificare” il “vaccino magico”.
    Altro esempio: Il Cile, ha vaccinato la stessa percentuale di persone dell’Islanda, dati Rai aggiornati coronavirus mondo di oggi: 6000 contagi circa su 18 milioni di abitanti,quindi in proporzione al numero di abitanti è come se l’Italia avesse avuto 20.000 contagi giornalieri.
    Morti dichiarati in Cile oggi 215, che rapportati alla popolazione dell’Italia è come se l’Italia ne avesse avuti 715. Immaginate cosa si sarebbe detto! si sarebbe data la colpa ai non vaccinati!
    Invece il Cile ha vaccinato la stessa percentuale di popolazione dell’Islanda con la 2a dose!

    Questo per fare vedere come l’informazione spesso, dice solo quello che “pensa” che gli faccia comodo.

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