Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 25 giu – Ci avete fatto caso? L’Italia se la sta cavando alla grande agli Europei di calcio 2020 ma è l’antirazzismo e la propaganda Lgbt a tenere banco e non lo sport. In questo clima saturo di cazzate, tra Marchisio che si augura che tutta la nostra Nazionale si inginocchi ai dettami Black lives matter, ricordiamo almeno 5 volte in cui i protagonisti del calcio mondiale ci hanno fatto ben sperare in un futuro diverso, meno omologato, più “pensante” e, in definitiva, più sportivo.



5) Il “nero” Ogbonna e il razzismo che non c’è

Ad Angelo Ogbonna, difensore del West Ham, viene chiesto – in virtù della sua etnia, in un gesto di plateale … “razzismo” – nel corso di una intervista rilasciata a Sky Sport, se nel calcio c’è ancora razzismo:”Io penso che di queste cose non se ne debba parlare. Per far sì che qualsiasi forza di discriminazione possa eliminarsi, dobbiamo smettere di parlarne. Soprattutto nello sport. Nello sport, in qualsiasi tipo di sport, c’è uguaglianza, quando c’è una palla di mezzo non penso che si vada a guardare il colore del compagno di squadra o dell’avversario”, risponde il calciatore, nato in Italia da genitori nigeriani.

Black Brain

4) La Croazia non si piega (nemmeno in Inghilterra)

La nazionale inglese, in procinto di affrontare i croati allo stadio di Wembley, aveva già detto che si sarebbe inginocchiata contro il razzismo. Ma gli avversari della Croazia, a differenza dei Three Lions, è stata perentori: la squadra sarebbe rimasta in piedi prima del calcio d’inizio. Lo ha detto forte e chiaro il portavoce della nazionale croata, Tomislav Pacak, che ricorda che inginocchiarsi non è richiesto dai protocolli UEFA.

3) Zaha controcorrente in Gran Bretagna

Fuori dall’Inghilterra non era ancora una moda dilagante nel mondo del calcio, ma dai britannici era già visto come una tradizione quella di inginocchiarsi contro il razismo. Ma a qualcuno già “puzzava” …al Selhurst Park Stadium stava per cominciare un match di Premier League. Si affrontavano Crystal Palace e West Bromwich Albion. Prima del fischio di inizio ecco che tutti i calciatori in campo si inginocchiano. Tutti, tranne uno: Wilfried Zaha. Lui resta in piedi, testa alta. E’ il primo calciatore della Premier ad andare controcorrente, a non piegarsi. Nonostante il “colorito” …

2) Il “tradimento” dei francesi

Anche la Francia da sempre multiazziale e multiculturale si è stufata del politicamente corretto e non si inginocchia. La nazionale di calcio non ha compiuto il gesto in salsa Black Lives Matter che i più si aspettavano di vedere prima del fischio di inizio della partita contro la Germania. “È previsto”, aveva detto Hugo Lloris, portiere e capitano della nazionale transalpina nella conferenza stampa pre-partita, parlando della tradizione di inginocchiarsi (cosa già fatta a prima dell’amichevole contro il Galles, lo scorso 2 giugno).  Poi, all’ultimo minuti, i giocatori hanno cambiato idea. E sono rimasti in piedi.

1 L’Italia rimane in piedi (e speriamo continui)

La metà dei calciatori della nazionale in campo contro il Galles sera non si è inginocchiata: inevitabili le polemiche, i piagnistei, gli isterismi. Tutti, con scarsa fiducia nei nostri giocatori e anche nei tecnici, abbiamo dato per scontato che contro l’Austria, prima della partita, la Nazionale si sarebbe infine inginocchiata coralmente per assecondare il politicamente corretto imperante. Invece, pare non sarà così:  per Italia-Austria, ottavo di finale degli Europei, nessuno dei 22 giocatori in campo si inginocchierà contro il razzismo. O, almeno, l’Uefa non ha ricevuto dalle due Nazionali nessuna richiesta. Insomma, niente inginocchiamento. Di per sé, già una vittoria. Poi, sopratutto, speriamo di vincere. Perché il calcio è uno sport, il più bello del mondo. Sarebbe bene ricordarlo a chi lo mette in secondo piano.

Ilaria Paoletti

Pivert casual italian brand

La tua mail per essere sempre aggiornato

3 Commenti

Commenta