Roma, 27 nov – “Abbiamo deciso la chiusura degli scali da sette paesi africani ma serve una riflessione più ampia non solo sugli ingressi in Italia dagli aeroporti ma anche dai porti”. Così il sottosegretario all’Interno, Nicola Molteni, lancia l’allarme accorgendosi che la scelta del governo non è propriamente sufficiente ad arginare il problema. E intervistato dall’Agi si dice “preoccupato” per gli arrivi continui di immigrati irregolari e “ancor più preoccupato” per la gestione al riguardo durante l’emergenza Covid. Adesso ancor di più problematica considerate le notizie della nuova variante Omicron in arrivo dai Paesi africani.

“Chiusi i voli ma i migranti…”: l’allarme del sottosegretario Molteni

Oltretutto sembrerebbe che la prima persona contagiata da questa variante del virus abbia viaggiato in Egitto passando poi per la Turchia, nazioni da cui spesso arrivano clandestini in Europa. Allarmante anche perché, secondo Molteni, “manca una visione per gestire i flussi di migranti” sia a livello italiano che a livello europeo. Sta di fatto che almeno adesso qualcuno nel governo prova a far suonare la sveglia, utile a destare pure se stesso. “C’è un tema grande come una casa di immigrazione, uno dei veri grandi problemi di questo periodo”, dice Molteni. “In queste ore c’è una nave tedesca passata da acque libiche e maltesi che sbarca i suoi migranti in un porto italiano”.

Tutto tranne che un caso isolato, anzi. Si tratta di “numeri allarmanti, anche drammatici“, visto che “quest’anno siamo arrivati a 63.000 ingressi, 9000 solo a novembre e di questi 15.000 sono arrivati dalla da Tunisia e 7000 dall’Egitto”. Ora “a maggior ragione a fronte della nuova variante sudafricana – dice ancora il sottosegretario – credo ci debba essere una particolare attenzione al fenomeno migranti via mare e via terra”. Eppure “siccome assistiamo a una totale inerzia europea verso gli arrivi nei paesi di primo approdo, ora serve una visione nazionale di gestione del fenomeno“. Ma è una visione che proprio “non c’è e io sono preoccupato”.

“Sbarca chiunque”

Il sottosegretario leghista fa poi presente di aver “compartecipato orgogliosamente alla stesura dei decreti Sicurezza Salvini”. Adesso invece “sbarca chiunque” e i flussi migratori “non toccano solo più Tunisia e Libia ma anche il Mediterraneo orientale”. Per questo “se si bloccano le rotte aeree da sette paesi africani per contenere giustamente la nuova variante”, è necessario al contempo “porsi il problema delle rotte via mare e terra”. Come intervenire allora? Secondo Molteni attuando “un filtro come quello messo in atto da Salvini”.

Eugenio Palazzini

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2 Commenti

  1. Manca una visione (sic!) per gestire il capitale umano e la guerra tra poveri! Molteni, impara a cantare oppure cantala tutta… Pochezza e limiti da Lega.

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