Roma, 25 ago – Undici anni dopo la tragedia, la ferita di Fukushima è ancora fresca. Le polemiche mediatiche e politiche continuano a imperversare, ma il Giappone sa bene che il nucleare di nuova generazione è pulito, sicuro, conveniente. Per questo il governo di Tokyo, di fronte alla crisi energetica, non ha intenzione di perdere tempo e risponde con altri reattori nucleari. Il primo ministro Fumio Kishida, durante il Consiglio per la transizione energetica, ha dichiarato infatti che il suo esecutivo discuterà presto della costruzione di altre centrali nucleari e di prolungare la vita dei reattori in servizio.

Il Giappone risponde con i reattori nucleari alla crisi energetica

“Cercheremo – ha specificato il premier, citato dai media giapponesi – di costruire reattori nucleari di prossima generazione dotati di nuovi meccanismi di sicurezza”. Nello specifico, il piano del governo nipponico prevede la costruzione di non meno di sette nuovi reattori nucleari entro l’estate 2023. Sembra quasi una corsa contro il tempo, ma a Tokyo sono persuasi che il nucleare sia fondamentale per garantire autonomia energetica e fornitura stabile di elettricità. Una volta realizzati i nuovi impianti, il Giappone conterà su 17 reattori attivi e potrebbe a quel punto raggiungere l’obiettivo fissato del 20-22% di elettricità prodotto da energia nucleare entro il 2030.

“L’invasione russa dell’Ucraina ha trasformato in profondità lo scenario energetico mondiale”, costringendoci a valutarne attentamente gli effetti e a prepararci per potenziali crisi future, ha affermato Kishida. ”Per quanto riguarda le centrali nucleari, oltre alla messa in sicurezza delle operazioni dei 10 reattori già riattivati (dei quali solo 6 operativi), il governo guiderà gli sforzi per realizzare il riavvio “di altre unità la cui sicurezza sia stata garantita dall’agenzia atomica nazionale. Il premier nipponico ha inoltre invitato a considerare la “costruzione di reattori nucleari di nuova generazione dotati di nuovi meccanismi di sicurezza” e “l’utilizzo massimo possibile delle centrali esistenti”, oltre ad accelerare con “le discussioni sulle misure possibili in base alle opinioni delle forze politiche e degli esperti in modo da raggiungere conclusioni concrete entro la fine dell’anno”.

Eugenio Palazzini

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1 commento

  1. E noi iniziamo a costruire impianti #Biogas

    La m… non siamo costretti ad importarla, costa molto meno dell’uranio anzi è gratis e il fetore che emana al contrario delle radiazioni non ha mai ucciso nessuno,

    E poi, l’Amm. De Felice può confermare, una rete di generazione costituita da tanti piccoli impianti distribuiti è molto più difficile da mandare KO di pochi impianti ben visibili stante le dimensioni in caso di guerra guerra che potrebbe nel caso causare anche difficoltà nell’approvvigionamento di uranio.

    La soluzione, e il combustibile, l’abbiamo in casa.

    P.S. Sono semplicemente un tecnico non vendo impianti biogas cerco solo di fare divulgazione come faceva il compianto Piero Angela.

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