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Roma, 6 ott – La crisi energetica e i conseguenti rincari scuotono l’Europa. Come oramai tristemente noto a tutti ci attende un autunno nero, a suon di prezzi esorbitanti. Un tema su cui è intervenuto oggi il presidente russo, Vladimir Putin, tuonando contro l’Unione europea. “La Russia è un fornitore di gas affidabile per l’Asia e l’Europa e rispetta gli impegni in pieno”, ha detto. E “Gazprom non ha mai rifiutato di aumentare le forniture di gas all’Europa, se richiesto”.



Crisi energetica, Putin: “Errori Ue”

Ad essersi rivelata “errata” è al contrario “la politica dei contratti di breve termine” dell’Ue. Secondo Putin la crisi energetica è dovuta difatti ha “una somma di diversi fattori, comprese azioni affrettate” che ha portato a “uno squilibrio dei mercati energetici europei”. Una stoccata, quella del leader russo, che alimenta lo scontro politico in atto tra Bruxelles e Mosca. Anche perché l’Unione europea non è affatto propensa a rimarcare le proprie responsabilità, tutt’altro.

L’Ue: “Inaspettata”

“Lo shock dei prezzi dell’energia è una crisi inaspettata in un momento critico, dobbiamo reagire assieme”, ha detto il commissario Ue all’Energia, Kadri Simson, nella sua audizione alla plenaria del Parlamento europeo sui prezzi dell’energia. “Dopo una discesa durante l’ultimo decennio i prezzi sono tornati a salire, e resteranno alti durante tutto l’inverno per poi scendere in primavera”, ha dichiarato Simson.

“Questo non fa bene all’economia, ha un impatto sulle famiglie più deboli, aumenta la pressione inflazionistica e rischia di frenare la ripresa europea”, ha poi fatto notare il commissario Ue, sostenendo che “gli aumenti sono legati alla trasformazione del sistema energetico, ed hanno poco a che vedere con politiche energetiche europee ma riguardano l’evoluzione mondiale”. Soluzione? “ Il Green Deal”, che secondo Simson è “l’unica risposta a lungo termine alla volatilità del mercato energetico”. Ma proprio su certe iniziative Ue legate alla transizione energetica, ieri Putin non ha esitato a parlare di “isteria e confusione” europee.

Eugenio Palazzini



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