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Tripoli, 14 gen – La situazione in Libia sembra non avere soluzione: nella giornata di giovedì le milizie di Khalifa al-Ghawil hanno cercato di rovesciare il Governo di Unità Nazionale di al-Siraj occupando alcuni ministeri mentre il Premier, riconosciuto ormai solamente da Ue e Onu, era in visita in Egitto. A quanto sembra, come riferisce il neoambasciatore italiano a Tripoli, la situazione ora sarebbe tornata nella normalità ma la realtà è ben diversa: ormai è chiaro che esista un’amministrazione parallela, guidata da al-Ghawil, che non riconosce il governo di al-Siraj e che sta raccogliendo sempre più consensi interni. Un atto come il tentato golpe di giovedì infatti è la diretta conseguenza sia di questa instabilità sia del raggiungimento di un consenso “tribale” tale da poter effettuare un colpo di mano. L’ex Premier al-Ghawil ha infatti il supporto del Gran Mufti Sadiq al-Ghariani e di una parte delle milizie di Misurata fedeli a Salah Badi, leader del gruppo anti-Isis Fajr Lybia forte di circa 20mila uomini. Questa amministrazione “ombra” controlla alcune parti di Tripoli ed impedisce al Consiglio Presidenziale, che viene considerato invischiato con i Fratelli Musulmani, di estendere il proprio controllo sulla capitale libica costringendolo e restare confinato nel “ridotto a mare” di Abu Sittah.

Proprio a Misurata si trova il complesso ospedaliero militare italiano della missione “Ippocrate”, che è sempre più invisa alle milizie di al-Ghawil e Badi ed ora anche al Generale Haftar, che sempre nella giornata di giovedì, era in visita sulla portaerei russa “Kuznetsov” che sta lasciando le acque prospicienti la Siria. Il Generale da bordo della portaerei si è messo in contatto con  il Ministro della Difesa russo Sergej Šojgu dopo aver assistito ad alcune operazioni di volo; i contatti tra Haftar e Mosca si sono fatti sempre più intensi grazie ai comuni interessi reciproci: al Generale infatti interessa avere un appoggio estero importante come quello russo per poter diventare l’uomo forte e proporsi come leader indiscusso, a Mosca interessa ritornare ad avere un rapporto privilegiato con un Paese importante strategicamente come la Libia dopo che, con la caduta di Gheddafi, è stata del tutto estromessa dalla politica libica. Sul piatto Haftar ha proposto a Mosca la possibilità di ottenere una base navale a Tobruk, città sede del “governo” del Generale, e crediamo che Mosca non si lascerà sfuggire questa opportunità.

In questo scacchiere complicato l’Italia sta rimanendo sempre più sola a sostenere al-Siraj, considerato ormai come un nemico anche da Haftar, e abbandonato dal nuovo esecutivo americano, che ritiene la Libia essere un “problema europeo” e quindi marginale e di secondo piano. Crediamo che presto o tardi l’Italia pagherà il suo essersi schierata (e soprattutto l’aver fortemente voluto) con questo Governo di Unità Nazionale, ovvero con una parte politica della Libia solo marginale e collusa con la Fratellanza Islamica, che non nasconde di aver appoggiato le milizie del Califfato in Libia e altrove, ed i segnali di questo viatico cominciano già a palesarsi.

Paolo Mauri 

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1 commento

  1. Come al solito l’Europa e l’Onu hanno voluto mettere un loro prescelto a Tripoli,senza valutare la reale accettazione di questa scelta, da parte della maggioranza dei libici di Misurata e della Cirenaica aggravando così la già caotica situazione.

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