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Roma, 2 set – Un movimento politico che si chiama, tradotto dal tedesco, “Un cuore al posto dell’ostilità” già prefigura una grave carenza: non conoscere il principio di realtà. L’ostilità, che è un atteggiamento tipico sia degli Stati che delle persone private, affonda le sue radici nella natura conflittuale che caratterizza l’uomo e nella sua necessità di affermarsi sugli altri. Negarlo o pretendere che la realtà sia differente è da pazzi.

Per l’appunto, il movimento Herz stat Hetze, che noi traduciamo “Un cuore al posto dell’ostilità”, è sceso in piazza a Chemnitz per indignarsi per i toni poco concilianti utilizzati dal partito Alternative für Deutschland e da un altro paio di movimento della destra radicale tedesca: Pro-Chemnitz e Pegida, il movimento contro l’islamizzazione. Il movente della mobilitazione è l’omicidio di un tedesco trentacinquenne per cui sono stati fermati un iracheno e un siriano. L’allarme dell’immigrazione ha riniziato a suonare e chi avvertiva da anni dei possibili effetti collaterali dell’invasione pretende adesso che gli venga riconosciuto il merito di aver previsto. Solo a destra si ha avuta questa lungimiranza e questa onestà intellettuale, e la colpa non è nostra.

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I giornalisti impegnati e gli intellettuali democratici insorgono e si stracciano le vesti per i volti truci scesi in strada a Chemnitz per manifestare il loro libero dissenso. Il leader dei Verdi, Cem Özdemir, afferma che dovrebbe essere una priorità del governo tedesco porre la lente di ingrandimento su Alternative für Deutschland così da carpire informazioni importanti. Grazie al cielo il ministro dell’Interno Seehofer ha deciso di mettere in cima alla propria agenda altre attività che non siano la spregiudicata campagna diffamatoria verso un partito in ascesa che si è macchiato dell’unica colpa di far parte dei cattivoni di destra. Sai che dramma.

Poi le accuse di voler riesumare il cadavere di un malcontento latente che in passato favorì l’ascesa di Voi-sapete-chi (ci riferiamo a Hitler e non a Voldemort, ma pare che anche Adolfo sia innominabile) sono talmente ridicole che cadono come un castello di sabbia quando la leader donna di Afd si fa immortalare con una bandiera dello Stato di Israele. I nipoti del Führer non fanno insomma parte di questa parrocchia. Tranne che per una sinistra che anche in Germania non sa fare i conti con tutte le proprie contraddizioni.

Lorenzo Zuppini

4 Commenti

  1. “Nein zur hetze gegen Muslime”
    “No alla PERSECUZIONE dei musulmani” si legge su un cartello qui esposto.
    questa cosa ricorda un pò la moda delle bandierine della pace esposte sui balconi nel 2001…si diceva perculando gli “sbandieratori” che grazie a quel “vessillo” si poteva calcolare quanti coglioni ci fossero in Italia e anche dove abitassero con precisione.

  2. Da prenderli uno per uno e spedirli…….. in vacanza eterna in Africa fra negroidi ed islamici tribali……poi fra dieci anni passiamo a vederli……..forse.

  3. Impossibilitati a difenderci anche solo a parole (perchè altrimenti siamo spregevoli razzisti)……
    Mio padre ha combattuto ad El Alamein ed io non posso dire ‘extracomunitario’ ad uno stronzo.

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