Roma, 3 gen – I capi di Stato delle principali potenze mondiali, ovvero Stati Uniti, Cina, Russia, Gran Bretagna e Francia, hanno adottato una dichiarazione congiunta riguardo la “prevenzione della guerra nucleare e la corsa agli armamenti”. Il documento ufficiale è stato pubblicato oggi sul sito web del Cremlino.

Prevenire “la guerra nucleare” 

“Consideriamo responsabilità primaria prevenire la guerra tra Stati nucleari – si legge nella dichiarazione – Non ci possono essere vincitori in una guerra nucleare e non dovrebbe mai essere scatenata. Poiché l’uso di armi nucleari avrebbe conseguenze di vasta portata, tali armi, finché continueranno a esistere, devono servire solo a scopi difensivi, per scoraggiare le aggressioni e prevenire la guerra”. Viene inoltre affermata l’importanza di “mantenere i nostri accordi e impegni bilaterali e multilaterali in materia di non proliferazione, disarmo e controllo degli armamenti. Rimaniamo impegnati nei nostri obblighi ai sensi del Trattato di non proliferazione delle armi nucleari (TNP)”.

Secondo le superpotenze “le nostre armi nucleari non sono mirate l’una contro l’altra o contro nessun altro Stato”, ma “siamo impegnati a lavorare con tutte le nazioni per creare un ambiente di sicurezza più favorevole al progresso nel disarmo con l’obiettivo finale di costruire un mondo privo di armi nucleari senza compromettere la sicurezza di nessuno. Siamo pertanto determinati a impegnarci in un dialogo costruttivo basato sul rispetto e sul riconoscimento dei reciproci interessi e preoccupazioni in materia di sicurezza”.

Verso guerre spaziali e missili ipersonici

Al di là dei toni retorici contenuti nel documento, la situazione reale è completamente differente dall’ostentato pacifismo di facciata. La vera notizia è che si torna a parlare apertamente di possibili conflitti nucleari. E a ragione, visto che lo scacchiere internazionale non è mai stato così pieno di tensioni come adesso. Non c’è solo la lotta aperta per la supremazia mondiale che coinvolge Stati Uniti, Cina e Russia, ma anche molteplici conflitti latenti tra potenze regionali sempre più forti e ambiziose (India, Pakistan, Iran, Israele, Turchia, Giappone, Corea del Nord etc). Logica conseguenza di questa situazione è un consistente aumento negli ultimi anni sia delle spese militari che di esercitazioni e dispiegamento di armi, arrivando fino allo spazio.

Il confronto più acceso al momento riguarda lo sviluppo di missili ipersonici, capaci di volare a cinque volte la velocità del suono. Questa nuova arma, veloce come un missile balistico e manovrabile come uno da crociera, è in grado di colpire in 15 minuti un obiettivo dall’altra parte del pianeta risultando impossibile da intercettare con gli attuali sistemi di difesa aerea. Cina e soprattutto Russia sono all’avanguardia in questo campo, preoccupando non poco Washington. Ecco così che l’incubo di una guerra nucleare passa dai film di fantascienza ai tavoli di discussione geopolitica.

Lorenzo Berti

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4 Commenti

  1. Un po’ di precisione. Non c’è un arma ipersonica, c’è un intera categoria di armi definite ipersoniche, spesso in maniera onnicomprensiva e quindi imprecisa.
    Tutti i missili balistici , presenti da decenni , sono molto più che Ipersonici, stesso vale per alcuni missili aria aria. Quello di nuovo sono invece missili da crociera ed antinave tattici capaci di volare sopra i 5mach ma anche di manovrare e quindi di poter essere guidati con precisione come i loro predecessori meno veloci ma con raggio e capacità di sfuggire ll’intercettazione molto superiori.
    Gli Stati Uniti ed i loro alleati non sono in grado di fabbricarli avendo trascurato per decenni di sviluppare i loro predecessori mentre per i cinesi e soprattutto i russi si è trattato invece di avanzare per l’ultimo miglio di un percorso intrapreso da tanto.

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