Roma, 17 nov — La catena di negozi per articoli sportivi Decathlon ha sospeso la vendita di canoe nei suoi supermercati di Calais e Grade-Synthe: le due località nel nord della Francia affacciate sulla Manica sono infatti regolarmente utilizzate dagli immigrati come punto di partenza per le traversate dello stretto, verso la Gran Bretagna. E per compiere detti «viaggi della speranza» gli aspiranti clandestini sono soliti acquistare le canoe presso i punti vendita del gruppo francese.



Decathlon sospende la vendita di canoe a Calais

Si tratta di piccoli natanti, che si potranno comunque ancora acquistare online sul sito Decathon e in altri negozi della multinazionale dello sport lontano dalla costa francese. Lo riporta il Guardian. «L’acquisto di canoe non sarà più possibile» nei negozi Decathlon di Calais e Grande-Synthe, nei pressi di Dunkerque, «dato il contesto attuale», questo è quanto ha comunicato il gruppo. Le piccole imbarcazioni, precisa l’azienda, non vengono utilizzate dagli immigrati per il loro scopo sportivo originale, che prevede l’uso in corsi d’acqua di bassa profondità, ma «potrebbero essere usati per attraversare la Manica» e in questi casi «la vita delle persone sarebbe in pericolo».

Ma gli immigrati attraversano lo stesso

Il provvedimento preso da Decathlon sembra non aver sortito alcun effetto sugli attraversamenti in canoa. Nella sola giornata di ieri centinaia di clandestini hanno comunque valicato lo stretto con la medesima tecnica, inclusi sessanta immigrati sbarcati nel pomeriggio sulla spiaggia di Dungeness, a una trentina di chilometri a sudovest di Folkestone. Venerdì scorso tre stranieri risultavano dispersi dopo un tentativo di traversata, mentre nella giornata di giovedì due canoe sono state segnalate alla deriva davanti alla costa di Calais e due clandestini sono stati recuperati in mare dai soccorsi.

Nel frattempo, nel Nord della Francia la polizia ha sgomberato un campo profughi abusivo alla periferia di Dunkerque, dove alloggiavano un migliaio di clandestini. Lo sgombero è terminato all’inizio del pomeriggio di ieri con 663 immigrati «trasportati in luoghi sicuri» e 35 presunti scafisti interrogati dalla prefettura del Nord. Altri immigrati sono fuggiti, ad altri verrà accordato il permesso di soggiorno o saranno sottoposti a una procedura giudiziaria. Il ministro dell’Interno, Gerald Darmanin, aveva annunciato lo sgombero in un tweet, definendo il campo «illegale».

Cristina Gauri

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

1 commento

  1. La grande folle corsa dei clandestini . … A nord sempre più a nord . quando si accorgeranno che pure in UK bisogna lavorare per sopravvivere dove andranno al polo Nord?

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