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Roma, 2 mag – E’ ben noto il fatto che la Nigeria sia un importante produttore di petrolio. Ciò che invece è meno noto è il fatto che il gigante africano possiede anche enormi giacimenti di gas naturale, i quali non sono tuttavia mai stati sfruttati appieno. Da qui la decisione, da parte del governo di Abuja, di lanciare l’iniziativaIl decennio del gas in Nigeria“. Obiettivo rilanciare l’economia, superando in parte la dipendenza dal petrolio e stimolando al contempo l’industrializzazione.

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Al contrario del greggio, la domanda di gas naturale è destinata a crescere nei prossimi anni. Si tratta di una fonte energetica più pulita, chiave imprescindibile per la sostenibilità ambientale. Il “semplice” incremento delle esportazioni non è però l’unico obiettivo della Nigeria. L’esecutivo punta infatti sul gas anche per diversificare il suo mix energetico, stimolare la crescita economica, incentivare l’industrializzazione e creare nuovi posti di lavoro. In tal senso vari progetti infrastrutturali sono stati realizzati o sono in corso di realizzazione. Tra essi è degno di nota il gasdotto da 614 chilometri che collegherà Ajaokuta con Kaduna e Kano.

Un piano infrastrutturale per il gas della Nigeria

Per accelerare la realizzazione delle infrastrutture necessarie all’estrazione e al trasporto di gas naturale l’esecutivo ha inoltre incentivato la collaborazione tra il ministero del Petrolio, Nigerian national petroleum corporation e Nigeria liquefied natural gas. Uno dei risultati di questa collaborazione è la riduzione della combustione di gas in cima ai pozzi di estrazione, un processo che oltre ad essere inquinante brucia anche gas che potrebbe essere utilizzato.

Per capire le potenzialità che il gas ha per l’economia locale basta pensare che, da sola, Nigeria Lng contribuisce all’1% del Pil nigeriano. Generando ricavi per 114 miliardi di dollari, 9 miliardi di dollari in tasse e 18 miliardi di dollari di dividendi per il governo. Numero che potranno ulteriormente crescere se i progetti per un maggiore sfruttamento di gas andranno in porto.

Giuseppe De Santis

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