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Roma, 21 gen – Il processo a Mourad Fares è iniziato lo scorso lunedì presso il tribunale dell’Ile de la Cité a Parigi. Accusato di gestire un gruppo di jihadisti, di reclutare persone disponibili a combattere in Siria e di finanziare il terrorismo, il 35enne di Thonon-les-Bains (Alta Savoia) secondo gli inquirenti aveva messo in piedi diverse reti di reclutamento ed è legato alla partenza da Strasburgo per la Siria di dieci giovani nel 2013. Prima però di passare al vaglio le accuse contro di lui, la Corte parigina ha esaminato a lungo la personalità dell’imputato.

Penultimo di sei fratelli, il giovane Mourad è descritto dai suoi parenti come “intelligente”, ma anche “testardo” e “facilmente influenzabile”. E’ cresciuto in una normalissima famiglia borghese, padre dipendente pubblico e madre casalinga, e relativamente modesta: “Ma non ci mancava nulla; il frigo era sempre pieno, facevamo regolarmente regali”. Bravo studente fino al liceo, subisce un calo motivazionale per poi mollare la facoltà di Giurisprudenza durante il primo anno di università. Fares per sua stessa ammissione si sarebbe radicalizzato nel 2012 guardando una serie di video “per approfondire la sua conoscenza religiosa”.

Il jihadista omosessuale

Ma l’aspetto più curioso della sua personalità è senza alcun dubbio quello legato al suo orientamento sessuale. Come spiegato da Le Figaro, sulla base di diversi elementi del dossier su di lui, i giudici hanno chiesto al 35enne jihadista se avesse attrazione per gli uomini. “Preferisco non rispondere a queste domande”, ha replicato Fares. Un suo amico avrebbe però confermato agli investigatori l’omosessualità del giovane reclutatore di terroristi: “Essere gay in una famiglia musulmana non è così facile“.

Ai magistrati francesi l’ex amante di Fares ha raccontato la sua storia con quello che poi sarebbe diventato un jihadista spietato anche nei confronti dei gay. Amava l’alcool, i locali notturni per omosessuali e i ragazzi. Fino paradossale conversione all’islamismo più radicale. Mourad Fares, interrogato centinaia di volte dall’antiterrorismo francese, finora aveva sempre nascosto il suo orientamento sessuale. Eppure è noto, alla fine tutti i nodi vengono al pettine.

Eugenio Palazzini

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