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Roma, 21 gen – Come ogni volta che si finisce a parlare di femminismo e si combatte una delle numerose battaglie di questa fittizia guerra tra i sessi, si fa un gran casino per non tirare mai fuori qualcosa di nuovo. Ci sono le femministe di sinistra che vogliono il sangue di Amadeus, quelle “di destra” che invitano tutte a darla di più e poi ci siamo noi, esseri senzienti, che con queste categorie non abbiamo niente a cui spartire ma che forse rappresentiamo la maggioranza.

La moglie di Angela e il passo indietro

Parto da un aneddoto: Piero Angela, divulgatore scientifico che tutti voi conoscerete, tempo fa ringraziò pubblicamente la moglie Margherita per aver rinunciato alla sua carriera in modo da favorire quella del marito. I due sono sposati da oltre sessant’anni e di lei si sa unicamente che era una promettente ballerina de La Scala fino a quando non ha deciso di farsi da parte per aiutare Angela nell’ombra.

Amadeus vs il femminismo tricolore

Amadeus è al centro delle polemiche per aver detto la stessa cosa della soubrette Francesca Sofia Novello: ha lodato la capacità della piacente ragazza di stare “un passo indietro” rispetto al suo più famoso compagno, il motociclista Valentino Rossi. In difesa della Novello sono accorse le maggiori esponenti del femminismo italiano: quelle molto cool del sito di inserzioni pubblicitarie (vedere per credere) Freeda, Michela Murgia che è arrivata addirittura a dire che Amadeus giustifica con le sue parole la violenza contro le donne, Michelle Hunziker (una che ha sfondato per aver mostrato le terga nelle mutande Roberta), insomma una vera e propria levata di scudi.

“Gogna mediatica contro le donne”

Nessuno che abbia dato ascolto alla povera Novello, pietra dello scandalo di questo sabba femminista in salsa sanremese: “In questi giorni la gogna mediatica dei social si è messa in moto, come fa di solito” dichiara la Novello. “Voleva colpire Amadeus per una frase pronunciata in conferenza stampa. La verità è che la gogna mediatica ha colpito proprio le donne. Ci hanno definito donne da sfilata, senza rispetto per noi e per il nostro lavoro” protesta la procace fidanzata di Rossi. Che di lavoro fa la modella di intimo, un mestiere nobile tanto quanto quello che professa di fare la Murgia – anche se non abbiamo ancora capito quale sia. Opinion leader?

Il Wwf per i maschi bianchi etero

Esiste poi tutta una pletora di “bastian contrarie” che per non passare da femministe pelose e brucia reggiseni arrivano a coccolare e difendere come una razza in via d’estinzione il loro povero “maschio bianco etero” e questa, in una tale epoca di ricatti, è la risposta peggiore da dare. Il maschio bianco etero non è un panda in via d’estinzione, ragazze mie – per quanto anche i panda, con la loro scarsa voglia di giungere a concreta copula con le loro femmine, meritino l’estinzione. Se il loro valore intrinseco è quello di saper raccogliere e vincere uno scontro lasciamoglielo fare. Se da una parte si parla di isteria “femminista”, dall’altra si arriva spesso a dare una risposta uguale per intensità e dabbenaggine. Noi donne sappiamo bene che a coccolare il maschio malato con 36.5 di febbre, che si faccia vestite da quel gran pezzo dell’Ubalda o da crocerossina, si ricevono gli immediati plausi di un festante pubblico di ex maschi alpha. Ma è così forse che si crescono generazioni di coglioni che corrono sotto le gonnelle delle donne a frignare quando la Murgia agita il pugno.

Un pranzo dalla suocera

Signore, i maschi oggi come oggi debbono sapersi difendere da soli più che mai, oppure capiscano una buona volta che sono vittime di un fuoco incrociato di parole in una guerra che non esiste. Potreste anche ridurre tutto a quelle querelle che si scatenavano alla fine dei pranzi di famiglia tra mogli, suocere e cognate: sono certa che molti maschi italiani avranno una sensazione di immediata familiarità con il paragone. Prendetevi un caffè, un amaro e fatevi una risata mentre le comari del paese ciarlano e si sfogano. Noi intanto facciamo il nostro, senza corrervi in soccorso: né per piaggeria, né per visibilità, né per egocentrismo. Se il nostro posto è un passo indietro è perché abbiamo altro da fare.

Ilaria Paoletti

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