yemen-soldiers_1907198iAden 16 Dic- Un missile SS-21 di fabbricazione sovietica -OTR-21 ‘Tochka’- ha colpito e distrutto il centro di comando delle forze saudite nell’aera di Bab el Mandeb nella provincia di Taizz in Yemen. L’attacco condotto dalle forze di liberazione nazionale yemenite e dai comitati popolari ha completamente distrutto la base eliminando centocinquanta unità saudite, due batterie antimissile “Patriot” di fabbricazione Usa, tre elicotteri Hughes Ah-64 e numerosi altri veicoli.

Sembra che nell’attacco siano stati eliminati fra gli altri il colonnello Adullah al-Sahayan, capo delle forze speciali saudite e il suo omologo degli Emirati Arabi Sultan al Kitbi.

Fonti non confermate parlano di numerosi contractor stranieri appartenenti alla famigerata compagnia di sicurezza e Blackwather rimasti uccisi.

Pur disponendo di enormi somme di denaro e di una superiorità tecnologica, carri armati Abrams e LeClerc, blindati Bradley, cacciabombardieri F-15, F-16, Typhoon e Tornado e di una intelligence nettamente superiore le forze di invasione saudite in Yemen stanno registrando numerose battute d’arresto a quella che era stata immaginata dai Sauditi come una semplice azione di restaurazione politica dell’ormai fuggiasco ex presidente Mansour Hadi.Saudi-Arabia

A questa ingerenza, in aperta violazione della sovranità statale dello Yemen, si oppongono da molti mesi le milizie sciite degli Houthi affiancate dalle unità dell’esercito regolare yemenita raccoltesi intorno alla organizzazione patriottica Ansarullah.

L’attacco di domenica sembra anche dimostrare come i continui “cessate il fuoco” dichiarati unilateralmente dai sauditi non siano il frutto di alcuna politica distensiva tra le parti ma che anzi coprano le avanzate delle truppe della coalizione Saudita ai danni della popolazione yemenita.

Alberto Palladino

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Alberto Palladino
Nato a Roma, classe 1987. Studia Scienze storiche e cooperazione internazionale all’università Roma 3 e da qualche anno ha iniziato a percorrere la strada professionale del reporter. Fino ad oggi, nonostante le difficoltà che incontra chi lavora in questo settore da indipendente, è riuscito a coprire alcuni degli scenari di crisi più importanti di questi ultimi anni provando a raccontare, fra gli altri, la secessione in Ucraina e la guerra antiterroristica in Siria. Collabora con importanti testate nazionali e straniere. Ha realizzato reportage dal Kosovo, embedded con la missione italiana, dall’Azerbaijan e dai luoghi di eventi importanti e tragici come gli attacchi di Parigi. Ha collaborato alla realizzazione di progetti umanitari con la onlus Solidarité Identités e la onlus Popoli in molti dei Paesi da cui poi ha scritto per questa testata: Kosovo, Birmania, Siria. Ha viaggiata nella Siria devastata dal terrorismo scattando foto e aiutando i bisognosi, sublimando al massimo la sua vocazione. Per il Primato Nazionale anima la redazione esteri e propone i suoi scatti fotografici per far aprire gli occhi ai lettori, perché è persuaso che nel mondo di oggi non è più sufficiente guardare, bisogna vedere.

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