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Documenti segreti IsisRoma, 18 feb – La sfida a Roma da parte dell’Isis non sarebbe mera millanteria: secondo documenti segreti degli jihadisti citati dal Daily Telegraph, l’Isis vuole utilizzare la Libia per portare “il caos nel sud dell’Europa”.

Uno dei principali reclutatori dello Stato islamico in Libia afferma che l’Isis vuole infiltrarsi sui barconi di immigrati nel Mediterraneo e attaccare le “compagnie marittime e le navi dei Crociati”.

I piani segreti dell’Isis contro il sud dell’Europa sono contenuti in un documento, di cui il think tank anti-terrorismo britannico Quiliam è entrato in possesso. La grande quantità di armi che circolano in Libia e la sua vicinanza con “gli stati crociati” rendono il Paese il punto di partenza ideale per l’Isis, scrive Abu Arhim al-Libim che, secondo gli analisti, è una figura di spicco dello Stato islamico.

Al-Libim cita in particolare la possibilità per gli jihadisti di “utilizzare e sfruttare in modo strategico i tanti barconi di immigrati clandestini che partono dalle coste libiche” attraverso i quali l’Isis può “portare il caos nel sud dell’Europa e colpire le compagnie marittime e le navi dei Crociati”.

Intanto l’Egitto continua la sua campagna in Libia. Forze speciali egiziane hanno compiuto un’incursione terrestre a Derna, la città dichiaratasi Califfato dell’Isis nell’est della Libia, “catturando 55 elementi del Daesh” (Daesh, Ad dawla al islamiya fi ‘Iraq wa Shem, è l’acronimo arabo di Isis, Islamic State of Iraq and the Levant). La notizia arriva da fonti concordanti egiziane e libiche senza altri dettagli.

Oggi pomeriggio, inoltre, il Consiglio di Sicurezza dell’Onu si riunirà in seduta pubblica di emergenza sulla crisi libica, anche se fonti del Palazzo di Vetro svelano l’amara realtà: non ci si può ancora aspettare una risoluzione che dia mandato a una coalizione internazionale contro l’Isis perché manca una richiesta delle autorità libiche che richieda l’intervento internazionale.

Anche in Italia le tempistiche non sembrano più brillanti: il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, che ieri in tarda serata ha avuto un colloquio telefonico con il Segretario di Stato americano John Kerry, ha riferito stamattina alla Camera affermando che “la situazione si sta aggravando. E’ evidente il rischio di saldatura tra gruppi locali e Daesh. Il tempo a disposizione non è infinito e rischia di scadere presto, pregiudicando i risultati raggiunti”. Il governo, ha sottolineato, sta lavorando per una soluzione politica. Forse rifaranno il patto del Nazareno con al-Baghdadi?

Giuliano Lebelli

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