Roma, 18 feb – Nel Donbass, i separatisti del del Donetsk e del Luhansk annunciano l’evacuazione verso la Russia, come reso noto da Reuters e da Nova.

Separatisti del Donbass verso la Russia

Le autorità della Repubblica Popolare di Donetsk hanno organizzato un’evacuazione di massa della popolazione residente verso la Russia, già a partire dalla giornata di oggi. Il presidente dell’autoproclamata, Denis Pushilin, ha aggiunto che donne, bambini e anziani avranno la precedenza nello sgombero. Il presidente del Donetsk ha anche aggiunto una considerazione sul governo di Kiev, a suo dire pronto, per volontà del presidente Volodymyr Zelensky, a passare all’attacco e invadere le repubbliche separatiste Donetsk e Luhansk.

La Repubblica Popolare di Luhansk segue la stessa linea. Leonid Pasechnik, leader dell’altro territorio separatista, ha dichiarato: “Al fine di prevenire vittime civili, invito i residenti che non hanno ordini di mobilitazione e che non sono coinvolti nel supporto vitale delle infrastrutture sociali e civili, a partire per il territorio della Federazione Russa il prima possibile”.Le forze dell’ordine, stando alle dichiarazioni ufficiali, dovranno garantire un’evacuazione organizzata, al fine di aiutare la popolazione a superare i posti di blocco.

Il segretario di Stato americano: “False provocazioni”

Secondo il segretario di Stato americano Antony Blinken, gli eventi degli ultimi giorni fanno parte di una strategia russa per creare false provocazioni. Blinken afferma che il Cremlino, invece di ritirare le truppe, starebbe fomentando il loro rafforzamento al confine con l’aiuto dei separatisti, perché  “al contrario, vediamo forze aggiuntive andare al confine, comprese le forze all’avanguardia che farebbero parte di qualsiasi aggressione”. Secondo Washington la Russia ha aumentato la forze forze militari al confine ucraino, passando da  169.000 e 190.000 soldati, contro i 100mila di fine gennaio. “La mobilitazione militare più significativa in Europa dalla seconda guerra mondiale”, ha sostenuto l’ambasciatore statunitense Michael Carpenter.

Putin: “Ora Kiev tratti con i separatisti”

Per il presidente russo Vladimir Putin, l’Ucraina deve trattare cone i rappresentanti delle repubbliche del Donbass e concordare misure per porre fine al conflitto. Putin ha espresso queste considerazioni al termine dei colloqui intrapresi con il presidente bielorusso Aleksandr Lukashenko a Mosca. Il leader del Cremlino ha anche auspicato l’attuazione degli accordi di Minsk, unico modo per il “ripristino della pace civile in Ucraina e la rimozione delle tensioni” nel Paese. E risponde anche agli Usa, affermando che le esercitazioni militari programmate in Russia sono “puramente difensive e non minacciano nessuno”. Esercitazioni congiunte anche con la Bielorussia, e che proseguiranno fino a domenica.

Alberto Celletti

La tua mail per essere sempre aggiornato

3 Commenti

  1. Per il momento, la guerra nucleare globale non è una minaccia per noi. Una volta i discepoli chiesero a Gesù: “Dicci, quando accadranno queste cose? E quale sarà il segno, quando tutte queste cose cominceranno a compiersi?” (Marco 13:4) Gesù ha sottolineato: “Allora sentirete parlare di guerre e voci di guerre; guardate di non turbarvi, perché bisogna che tutte queste cose avvengano, ma non è ancora l’adempimento (del segno).” (Matteo 24:6) La guerra nucleare globale, (questo sarà l’adempimento del segno di Gesù), inizierà con un conflitto etnico: “Poiché si leverà nazione contro nazione”, come nel 2008 in Georgia. (Matteo 24:7)
    Nel Libro di Daniele si legge: “Al tempo fissato [il re del nord] tornerà [questo significa anche la disgregazione dell’UE e della NATO. Molti paesi dell’ex blocco orientale tornerà nella sfera d’influenza della Russia] ed entrerà a sud [a causa del conflitto etnico a sud dei confini della Russia], ma non sarà come la prima volta [Georgia – 2008] e come più tardi [Ucraina], perché gli abitanti delle coste di Kittim [americani], verranno contro di lui, ed egli ne sarà contristato, e se ne ritornerà.” (Daniele 11:29, 30a) Questa volta sarà una guerra mondiale non solo di nome. Verrà usata anche una spada di grande potenza. (Rivelazione 6:4) Gesù lo ha caratterizzato in questo modo: “Cose terrificanti [φοβητρα] anche [τε] e [και] straordinaria [σημεια] dal [απ] cielo [ουρανου] potenti [μεγαλα] saranno [εσται].” (Luca 21:11) E per questo motivo ci saranno anche significativi tremori in lungo e in largo le regioni [di importanza strategica], e carestie ed pestilenze.
    Alcuni antichi manoscritti contengono le parole “e gelate” [και χειμωνες].
    L’aramaico Peshitta: “e saranno grandi gelate” [וסתוא רורבא נהוון]. Oggi lo chiamiamo “inverno nucleare”.
    In Marco 13:8 ci sono anche parole di Gesù: “e disordini” [και ταραχαι] (nel senso di confusione e caos).
    L’aramaico Peshitta: “e confusione” [ושגושיא] (sullo stato dell’ordine pubblico).
    Questo segno estremamente dettagliato si adatta a una sola guerra. Questo, tuttavia, non sarà la “fine del mondo”. Gesù ha dichiarato: “Ma tutte queste cose saranno soltanto l’inizio delle doglie di parto.” (Matteo 24:8, LND)
    Questo sarà un segno che il “giorno del Signore” (il giorno del giudizio) è davvero iniziato. (Rivelazione 1:10)

  2. Nel vecchio continente, come sempre, i politicanti hanno fatto finta di dimenticare che avevano una guerra in casa con migliaia di morti già dal 2014.

Commenta