Washington, 18 feb — Non si chiude l’era della «Casa Bianca arcobaleno» che nel corso dell’ultimo anno ha chiamato sempre più rappresentanti della lobby Lgbt a ricoprire ruoli chiavi nell’amministrazione Biden. All’inizio era arrivato il trans Shawn Kelly, ex uomo e veterano di guerra alla guida della sua «squadra di transizione presidenziale» (nomen omen); poi il/la pediatra Rachel Levine, altro trans nominato assistente segretario alla Salute. Ora è il turno di Sam Brinton: gay genderfluid, si chiamare con i pronomi neutri they-them, e gira in tacchi a spillo e vistosi abiti feminili facendosi immortalare seminudo mentre porta alcuni «schiavi» guinzaglio.

Chi è Sam Brinton

Trentaquattro anni, laurea in ingegneria nucleare al Mit di Boston, Sam Brinton verrà assunto tra i capi del dipartimento dell’Energia nucleare. Fondatore di Core Solutions Consulting, società che fornisce consulenza di alto livello sulla gestione delle scorie nucleari e la politica di non proliferazione nucleare, il mese scorso aveva annunciato con orgoglio su Linkedin di aver accettato il lavoro di vicesegretario aggiunto per lo smaltimento di combustibili e rifiuti. «Un segno dei tempi», esulta. «In questo ruolo farò ciò che ho sempre sognato di fare, guidando lo sforzo per risolvere le sfide della nazione in materia di scorie nucleari». 

In quanto a formazione professionale, Brinton sembra avere la capacità per ricoprire il ruolo. Ma allora a cosa si riferisce quando parla di «segno dei tempi?». Al fatto che lo si vede girovagare per la Casa Bianca con tacco a spillo 12? Alle foto pubblicate online con persone al guinzaglio in tenuta bondage o travestite da suora? E’ ormai assodato: nell’amministrazione Biden non è solo il corso di studi intrapresi e le esperienze lavorative a fare curriculum, ma anche (e soprattutto) la propria attività sotto le lenzuola e le «stellette Lgbt» sulla casacca.

Cristina Gauri

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

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