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Roma, 27 set — Addio «donna», benvenuta «corpo con la vagina». Così, infatti, la prestigiosa rivista scientifica The Lancet definisce gli esseri umani di sesso femminile. «Storicamente, l’anatomia e la fisiologia dei corpi con le vagine sono state trascurate», recita la citazione di un articolo schiaffata in prima pagina sull’ultimo numero.



Donna? No! Corpo con vagina

L’articolo parla di una mostra sulla mestruazioni (sic) ospitata in questi giorni al Vagina museum (sic) di Londra. Risulta chiaro che la zelante autrice abbia utilizzato l’espressione in ossequio al verbo dell’inclusione Lgbt, per non scontentare trans, persone gender fluid, gender neutre, e altri unicorni della nutrita galassia arcobaleno. Risulta invece inquietante che la ridicola terminologia venga utilizzata per scrivere un pezzo apparso in una delle più importanti riviste del panorama scientifico mondiale. Perché ebbene sì, una donna che si sente uomo ma possiede ancora l’apparato riproduttore femminile perché non ha completato la transizione è un «uomo». Ma possiede ancora una vagina, quindi per non scontentare quello zero virgola di donne con disforia di genere che hanno una vagina, il 99% delle donne viene degradato a «corpo con vagina».

Per fortuna qualcuno protesta

Per fortuna, all’interno del mondo scientifico esiste ancora qualcuno che non si è completamente bevuto il cervello, e che ha avuto il coraggio di protestare. Come lo psichiatra in pensione e professore dell’University College di Londra Dave Curtis, che comunica di aver scritto a Lancet «per dire loro di togliermi dalla loro lista di revisori statistici e cancellare il mio abbonamento e non contattarmi mai più per nulla». O come un giornalista del Telegraph e del Daily Mail che ha accusato la rivista di avere utilizzato una terminologia offensiva: «Com’è possibile che una delle riviste mediche generali più importanti al mondo apparentemente non sappia cosa sia una donna?! “Corpo con vagina” non è scientifico e incredibilmente umiliante» accusa su Twitter. Così come il professor Geoffrey Miller, che ha attaccato: «The Lancet non si vergogna di disumanizzare il vivere, respirare, pensare, percepire la donna come semplice corpo con la vagina?».

Persino la biologia, quindi, quando non si piega ai deliri gender diventa transfobica. E a dirlo non è la solita femminista cicciona laureata in studi di genere, ma una prestigiosa pubblicazione scientifica. Nel farlo, in questa smania di inclusione, a essere esclusa, marginalizzata, umiliata, rimane quindi la donna — pardon, «corpo con vagina» — la donna vera, intendiamo.

Cristina Gauri



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