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Roma, 9 apr – Nella conferenza stampa di ieri il premier Mario Draghi – in risposta alla domanda di un giornalista sul caso von der Leyen – ha definito il presidente turco Recep Tayyip Erdogan un “dittatore di cui si ha bisogno”, ovvero un personaggio da cui prendere moralmente le distanze, anche se utile ai fini della cooperazione internazionale.

Erdogan “dittatore”, la Turchia convoca ambasciatore italiano

Il ministero degli Esteri turco, guidato da Mevlut Cavusoglu, ha quindi convocato il nostro ambasciatore Massimo Gaiani definendo inaccettabili le affermazioni del nostro primo ministro riguardo il loro presidente, il quale viene invece definito “eletto”. Lo stesso ci dice poi che si aspetta che queste affermazioni, non conformi allo spirito di amicizia italo-turco, vengano ritirate.

Il caso Von der Leyen

La crisi è direttamente collegata al cosiddetto “Sofagate”, ovvero quando Erdogan – durante una visita di una delegazione dell’Unione Europea formata dalla presidentessa della Commissione Europea Ursula Von der Leyen e dal presidente del Consiglio europeo Charles Michel – ha lasciato von der Leyen senza sedia, relegandola a un divanetto posto in secondo piano.

Un fatto che ha suscitato molte polemiche in Europa. Si ritiene che non sia stato un semplice errore, bensì uno sfregio alla von der Leyen, forse in virtù di uno spirito misogino. Ankara, da parte sua, l’ha definita invece un’indelicatezza dovuta all’etichetta. A finire nel mirino anche Michel, accusato di aver preso subito il suo posto, assecondando Erdogan.

I rapporti italo-turchi

Allo stato attuale Italia e Turchia condividono buoni rapporti. Anche se nell’ultima decade Roma ha ceduto ad Ankara molti dei suoi spazi geopolitici, è anche vero che in teatri come quello libico le due potenze continuano a rimanere sullo stesso fronte. Lo stesso governo di Tripoli rimane in piedi proprio grazie alla presenza di entrambe le potenze.

Le due nazioni sono poi collegate da solidi rapporti commerciali – prioritari sia nelle importazioni che nelle esportazioni – favoriti dai numerosi accordi attivi in ambito economico. Roma e Ankara condividono anche diversi alleati, come l’Azerbaijan, legato politicamente alla Turchia e economicamente all’Italia.

Prospettive per il futuro

Inutile precisare come ciò potrebbe nel lungo periodo ridefinire i rapporti tra Turchia e Italia. Se quella di Erdogan difficilmente può sembrare una svista, lo stesso lo si può dire delle parole di Draghi. Il presidente del Consiglio è infatti consapevole di quelli che sono gli interessi di Bruxelles e innegabili sono i suoi contatti con la stessa von der Leyen.

Se con Biden si assiste ad un tentativo degli Stati Uniti di contenere la Russia, i recenti fatti diplomatici potrebbero vedere nel lungo periodo un differente approccio dell’Unione europea alla Turchia, con un Draghi che tenta di assumere a livello puramente individuale un ruolo più centrale nelle dinamiche politiche europee. Erdogan, dal canto suo, potrebbe invece distaccarsi ulteriormente da quell’atlantismo in salsa turca che ormai appartiene al passato.

Giacomo Morini

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3 Commenti

  1. Vorrei dire la mia: Parlare di sofagate non ha proprio senso.. allora SOLO perchè era donna avrebbe dovuto avere il posto d’onore? è questo che alcuni vanno dicendo? Scommetto che se Michel fosse andato nei divanetti NESSUNO avrebbe protestato!
    Il posto d’onore l’avrebbe dovuto avere Michel, che essendo il Presidente del Consiglio europeo, in quanto rappresentante della politica estera, è molto probabile che sia stato considerato l’uomo più importante in virtù del suo ruolo, secondo l’ipotetico galateo.
    Non c’entra niente in questo, il fatto di essere maschio o femmina.
    Michel avrebbe potuto cederlo a lei fra l’altro. Non lo ha fatto. Cosa c’entra Erdogan in questo?
    Inoltre tutti gli articoli non fanno vedere che c’era un “UOMO” nel divanetto di fronte alla Von Der Leyen, una personalità importante turca. Questo “UOMO” è stato trattato allo STESSO modo di lei.
    Allora, secondo alcuni, per non essere “misogino” avrebbe dovuto essere “misandrico” lasciando “DA SOLO” Mevlüt Çavuşoğlu, che era seduto in un divanetto con un microfono, “in quanto uomo”?

    Avrebbe dovuto rimanerci solo lui nel divanetto? (è una provocazione ovviamente) La maggior parte degli articoli non mostrano che c’erano 4 persone e non 3..
    Mevlüt aveva un ruolo molto importante nell’incontro, essendo l’attuale ministro per gli affari esteri Turco. Eppure non si è lamentato.. di essere stato nel divanetto. Quale “lesa maestà” sarebbe stata commessa, visto che la Van Der Merkel è stata trattata in modo identico all’UOMO ministro per gli affari esteri Turco? che le sedeva di fronte?

  2. L’Europa si assoggetta a Erdogan perchè non ha il coraggio di affrontare il problema immigrazione, e delega la Turchia di fare il lavoro sporco pagando, però negozia il prezzo e ci sopra fa pure la morale umanitaria, quindi se a torto o a ragione non ti piacciono i metodi e non vuoi pagare, organizzati con uomini e mezzi propri, “non sia mai”, se no non sono più anime belle, e il Sultano è escluso automaticamente.

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