Roma, 26 gen – In questi mesi di frenetiche tensioni e trattative tra Stati Uniti e Russia le analisi geopolitiche sul prossimo futuro sono quanto mai difficili ed incerte. Su questo giornale avevamo anticipato, con due articoli pubblicati ad aprile 2021, la possibilità di tornare a uno scenario da Guerra Fredda. Dopo l’apparente fallimento dei confronti bilaterali della Russia con Usa e Nato, seguito dal massiccio invio in questi giorni di armamenti ed esperti militari americani e britannici in Ucraina, la guerra sembrerebbe alle porte. E se invece fosse tutto un grade gioco delle parti necessario per far digerire alle rispettive opinioni pubbliche accordi già raggiunti? Andiamo di seguito ad analizzare alcuni segnali che sembrano andare in questa direzione.

La minaccia russa che non esiste

Nonostante da settimane in Occidente si dia per sicuro un ormai imminente ‘attacco di Putin’, proprio ieri il ministro degli Esteri ucraino Alexei Reznikov ha dichiarato che “una tale minaccia non esiste” e “le forze armate russe non hanno creato unità d’attacco tali da mostrare che siano pronte ad un’offensiva domani”. Parole che confermano la tranquillità con la quale il presidente ucraino Volodymyr Zelensky aveva irriso il ritiro del personale diplomatico americano dal paese sottolineando come “gli americani sono più sicuri a Kiev che a Los Angeles”. Anche nei territori delle Repubbliche di Donetsk e Lugansk non si respira aria di guerra imminente. Il livello di allerta delle forze armate è infatti il più basso da un anno a questa parte.

Questo non vuol dire che nulla si stia muovendo nell’area. E’ evidente che con la scusa di esercitazioni militari sia la Russia che la Nato abbiano recentemente mosso un ingente quantitativo di truppe e armamenti a ridosso del confine orientale dell’Ucraina. Ma più che segnali di un conflitto imminente potrebbero essere semplici prove di forza funzionali al raggiungimento di un accordo.

Un compromesso tra le naturali esigenze di sicurezza nazionale della Russia e la volontà della Nato (ovvero degli Stati Uniti) di proseguire la sua espansione verso Est potrebbe già essere stato trovato, almeno a livello di massima, e adesso le due superpotenze stiano solamente cercando di costruire ad arte il contesto migliore per presentarlo al grande pubblico.

Pace vantaggiosa per tutti

Gli Usa hanno bisogno in questo momento di mostrare la faccia dura per far dimenticare la figuraccia in Afghanistan. Quale miglior modo per farlo che diffondere falso allarmismo su un inesistente piano di Putin per invadere l’Ucraina adducendo poi come giustificazione alla sua mancata realizzazione il pronto intervento americano?

La Russia dal canto suo otterrebbe garanzie per una temporanea tregua, la possibilità di riconoscere le repubbliche filorusse del Donbass (considerata la mancata volontà da parte di Kiev di applicare gli accordi di Minsk) e il via libera al Nord Stream 2. Ma soprattutto dimostrerebbe al mondo di poter trattare alla pari con gli Stati Uniti, cosa che non accadeva dal crollo dell’Unione Sovietica.

A guadagnarci alla fine è anche l’Ucraina, beneficiaria di un ulteriore prestito da 1,2 miliardi di euro dalle casse di Bruxelles, necessario per tenere in piedi un’economia al limite del collasso, e di armi e training militare forniti gratuitamente dalla Nato.

Usa vs Russia, rischi di un conflitto

Al contrario in caso di esplosione del conflitto, anche solo a livello locale, tutti rischierebbero di rimetterci. Gli Stati Uniti sarebbero costretti a imbarcarsi in un nuovo e complicato scenario di guerra dopo il flop in Siria e Afghanistan, compromettendo seriamente le sue relazioni con un Europa contraria alla guerra che pagherebbe il prezzo più alto da una rottura delle relazioni con Mosca in termini commerciali e soprattutto energetici, ma soprattutto con la possibilità di un’escalation che porti fino al rischio di una guerra nucleare, con la Cina sullo sfondo pronta ad approfittarne.

La Russia sa bene che un’avventura bellica in questo momento avrebbe conseguenze pesantissime, tra costi e sanzioni, per un’economia che già adesso stenta a decollare. Per quanto riguarda l’Ucraina una ulteriore perdita di sovranità territoriale potrebbe portare alla scomparsa di un Paese già adesso nel caos più totale tra corruzione, conflitti istituzionali e un economia costantemente sull’orlo del default. Tutto considerato quindi la pace sembra la scelta più vantaggiosa per tutti. Almeno per il momento.

Lorenzo Berti

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4 Commenti

  1. Ritengo che L.Berti legga la situazione in modo oggi realistico, dirò di più… si stanno dividendo la torta da loro mal lievitata in passato (cinico eufemismo), e ancora oggi; ma c’è un ma, Kiev era capitale imperiale… Russa. Tempo al tempo e occhio su Odessa.

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