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Roma, 4 lug – Come tante nazioni che producono petrolio anche l’Egitto spende ogni anno una fortuna per importare prodotti petrolchimici per via della mancanza di impianti di produzione di prodotti derivati dal greggio. Una situazione ormai insostenibile: è per questo che il governo ha deciso di investire 19 miliardi di dollari per costruire 11 impianti petrolchimici al fine di produrre prodotti intermedi e finali, così da ridurre le importazioni e migliorare la bilancia dei pagamenti. Due di questi progetti includono importanti impianti che raffinano il petrolio e producono prodotti petrolchimici che saranno costruiti nella SCzone e a New Alamein City.

Due maxi impianti di raffinazione

Il complesso petrolifero di SCzone avrà un costo di 7,5 miliardi di dollari e la capacità di produrre ogni anno 202 tonnellate di prodotti petrolchimici e 650mila tonnellate di prodotti raffinati. Lo studio di fattibilità dell’impianto è attualmente in corso, mentre i finanziamenti saranno offerti da USDFC e US EXIM Bank.

Per quanto riguarda l’impianto di New Alamein City, il suo costo è stimato in 8,5 miliardi di dollari, avrà la capacità di produrre ogni anno un milione di tonnellate di prodotti petrolchimici e 850mila tonnellate di prodotti raffinati, creando anche una rete di piccole e medie imprese trasformerà i semilavorati in prodotti finiti.

C’è anche l’Italia nel petrolchimico dell’Egitto

Ad Alessandria d’Egitto invece verranno investiti 183 milioni di dollari per costruire un impianto di polibutadiene: la costruzione sarà eseguita dall’italiana Saipem assieme alla Petrojet, mentre a Damietta verranno investiti 117 milioni di dollari per costruire un impianto di produzione di metanolo dalla capacità di 110mila tonnellate all’anno.

Questi progetti però, per quanto importanti, non sono gli unici visto che altri impianti petrolchimici sono in cantiere. Tra essi spiccano un impianto da 200 milioni di dollari sempre a Damietta con una produzione annuale stimata in 250mila metri cubi di prodotti raffinati e finanziato da banche egiziane, un impianto da 110 milioni di dollari per produrre etanolo, due impianti ad Alessandria per produrre propilene e polipropilene, due impianti ancora a Damietta per produrre poliacetolo e melamina del valore rispettivamente di 400 milioni di dollari e 260 milioni di dollari e un impianto per la produzione di carbonato di sodio a Kafr el Sheikh.

Per quanto riguarda Alessandria, oltre agli impianti petrolchimici sarà realizzata una banchina e un centro logistico del valore di 350 milioni di dollari per agevolare l’esportazione dei prodotti.

Giuseppe De Santis