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Roma, 4 lug – Tajani, Meloni e Salvini sul palco di Piazza del Popolo per dare una spallata all’esecutivo giallofucsia. Il centrodestra ricompattato protesta contro le politiche del governo Conte nella prima vera manifestazione – dopo la “prova” del 2 giugno che aveva suscitato un vespaio di polemiche per la mancanza di distanziamento – dall’inizio dell’epidemia di coronavirus. La coalizione si è ritrovata stamattina alle dieci sotto lo slogan «Insieme per l’Italia del lavoro». Sul palco si sono avvicendati il vicepresidente di Forza Italia, Antonio Tajani, la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, e il segretario leghista Matteo Salvini. Tra un intervent e l’altro, le presentazioni di Maria Giovanna Maglie.

Prima dell’inizio della manifestazione, la piazza appariva una distesa di oltre quattromila sedie distanziate tra loro, su ognuna delle quali è stata posta una bandiera tricolore. Contestualmente alla manifestazione di piazza del Popolo, la Lega ha organizzato in tutta Italia circa 2000 gazebo per la raccolta firme per la sospensione della riscossione delle cartelle di Equitalia, contro la regolarizzazione degli immigrati agricoli e contro le modifiche al taglio dei vitalizi degli ex parlamentari.

Tajani: “Uniti per vincere e dare una spallata al governo”

«Noi siamo uniti e sappiamo fare sintesi, vogliamo vincere per dare una spallata a questo governo. Siamo alternativi a loro perché ci battiamo sempre per la libertà». Cosìha dichiarato dal palco il vicepresidente Forza Italia, Antonio Tajani, che parla di lavoro: «Abbiamo forze di polizia che guadagnano poco più del reddito di cittadinanza. Senza lavoro non c’è né dignità né libertà che non si realizzano come il reddito di cittadinanza» e dell’accanimento contro Berlusconi: «Quella contro Silvio Berlusconi è una ignobile sentenza decisa con ordini impartiti dall’alto. E con Salvini vogliono fare come con la sentenza Berlusconi». Tajani ha stigmatizzato la proposta di legalizzazione della cannabis: «Non vogliamo che i nostri figli abbiamo i cervelli danneggiati. Noi vogliamo gente libera». e ha bastonato l’operato dell’Azzolina: «Volevano cancellare le scuole private, ma noi siamo riusciti a difendere la libertà di istruzione».

Meloni: “Le mascherine non sono un bavaglio”

«Non permetteremo che le mascherine diventino un bavaglio. Noi non abbiamo paura!», ha gridato dal palco la leader di Fdi Giorgia Meloni, che ha incalzato duramente: «Hanno provato a comprarci ma non siamo in vendita e non ci siederemo per attingere alla mangiatoia». E ancora: «Nel dl rilancio marchette e posti per gli amici». «I decreti di Conte ricordano il trivial pursuit, quando uno chiede i nomi dei sette nani, hanno nomi bellissimi, rilancio, ma poi uno se li scorda…Se Conte vuole che ci confrontiamo ci mandi proposte concrete da discutere, idee, se ce le hanno, ma forse non le hanno. La verità è che non hanno uno straccio di idee per la nazione».

«Avete chiuso le scuole, i tribunali, perfino il Parlamento e non eravate in grado di regolare la burocrazia? Non è colpa della burocrazia, ma colpa vostra che non siete stati capaci di fermarla». Poi l’affondo sulla magistratura: «C’è una parte della magistratura che si vuole sostituire alla politica: nessuno ha mai indagato ministri per favoreggiamento di immigrazione clandestina. C’è una parte della giustizia che ha perseguitato Berlusconi sino a farlo decadere. Quanto deve durare? Serve una riforma della giustizia, basta, basta». E ha annunciato: «Vinceremo le Regionali».

La leader FdI ha portato avanti il suo affondo sul tea immigrazione: «L’unica attività che si rimette in moto con il Dl rilancio economico è quella degli scafisti. Ma non con noi, con noi si rispettano i confini e si fa il blocco navale. Se i cittadini vogliono fermare l’invasione, l’invasione si deve fermare, anche contro quella magistratura che non fa il bene della democrazia», dice. Duro attacco anche alla legge sull’omotransfobia, che per Meloni rappresenta «una deriva liberticida che non risparmia nessuno. Metteranno in galera chi è contro l’utero in affitto. Questa furia iconoclasta che non risparmia nessuno, tutti razzisti… ma l’unico razzismo è l’ignoranza che alberga nelle loro menti». L’intervento della leader di Fratelli d’Italia si è concluso con una grande ovazione da parte dei presenti.

Salvini: “Non rompete le palle agli italiani”

«Auguri per il 4 luglio, la festa dell’indipendenza, ‘All lives matter’. Tutte le vite contano, bianchi e neri e se a Palazzo Chigi c’è qualcuno che preferisce i regimi in questa piazza scegliamo la libertà. Sull’infame regime comunista cinese solo silenzio…». Il leader del Carroccio Matteo Salvini inizia il suo discorso dal palco con un argomento di respiro internazionale, per poi passare subito ai problemi nazionali.

«Una Italia federale e presidenziale». È quella che sogna Matteo Salvini. Sono le «due riforme che vedo come priorità del prossimo governo che spero avrò l’onore di guidare», dichiara. Poi bastona la gestione Azzolina dell’istruzione pubblica: «L’Italia non ha un ministro della scuola. La signora Azzolina non può essere un ministro per i nostri studenti e insegnanti. Un ministro che si occupa di mascherine e plexiglas non è adatto a questo Paese. Dateci una mano a liberare la scuola italiana dalla Azzolina».

C’è spazio anche per attaccare la Cina e il governo Conte per la vicenda Hong Kong: «Sull’ infame regime comunista cinese solo silenzio», e per ricordare il caso Gregoretti che lo vede imputato e per il quale si dichiara sereno: «Vi aspetto il 3 ottobre al tribunale di Catania. Ci andrò a testa alta senza nessun timore e preoccupazione». Salvini ha poi rivolto «saluto a Berlusconi che in maniera infame è stato umiliato ed eliminato da dove gli italiani lo avevano messo. Il leghista ha poi chiesto «la riforma della giustizia, urgente da fare nel Paese».

Parlando di pace fiscale («non rompete le palle alle famiglie e imprese italiane»), il leader del Carroccio arriva a citare la Tatcher: «Non esiste libertà se non c’è libertà economica, diceva Margaret Thatcher». Il segretario della Lega ha quindi nuovamente attaccato la giunta Raggi e la Regione Lazio, guidata dal Pd di Zingaretti: «Liberiamo Roma, restituiamo un sindaco a Roma e un presidente di regione» all’altezza. «La Capitale non può essere ricordata per i rom, per i topi, per gli autobus bruciati, e le buche per strada».

«Ognuna di queste bandiere al vento deve essere un bambino che torna a nascere sorridere e sperare, un Paese che non fa figli non ha futuro», continua Salvini parlando della denatalità italiana. «Ci hanno dato dei matti, dicendo che andavamo in piazza il 4 luglio, penso che riproveranno a dividerci, chiuderci in casa, trasformarci in numeri», ha così concluso, aggiungendo: «Ma noi siamo una grande comunità che per rispetto dei 30mila morti deve ricostruire meglio di prima. Viva l’Italia, viva la Lega, viva la libertà«.

Cristina Gauri

 

5 Commenti

  1. Scusate, ma io a sti personaggi non ci credo, solita sceneggiata, Tajani sul palco che è un euroinomane come Berlusconi e ‘ una garanzia di stare dentro l’Ue e proni al sistema euro, Salvini che ancora attacca Venezuela e Iran conferma ancora di non aver capito un cazzo di.politica estera e geopolitica….insomma, vabene, basta saperlo…ce ne faremo una ragione, faremo a meno di votare, d’altronde…

    • Vero. Tajani non ci azzecca un acca con Salvini e Meloni. E mi dispiace che Salvini non capisca un cabbaso di politica estera… come politica interna capisce finxtropo bene (lo minacciano di morte)

  2. Penso che se “l’opposizione” ci tenesse veramente al di là delle piazze di pro-testa, si sarebbe opposta al blocco della nazione… Ma poi li avrebbero accusati dei “morti” conseguenti. Allora, meglio tacere ed essere complici che dire come stanno le cose… Alzare la voce adesso è troppo facile. Parlate i 8nvece delle terapie sbagliate con le quali la he te è morta… In Lombardia e non solo. A Varese, dove abito, entri 8n ospedale vivo ma esci morto…

  3. Oramai il centrodestra, dopo il bordello corona, non è più affidabile. Se non è riuscito a buttare giù un fuorilegge non credo possa essere molto più utile dello stesso.

  4. Siamo tutti uniti, e perciò felici… siamo Dnokry, Snorky… ! Vi ricordate? Unità a convenienza per scacciare il Governo, ma voglio vedere poi, alle elezioni, le faide fratricide che nascenanno