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Roma, 2 nov – Ennesimo attentato in Egitto contro i cristiani copti. Almeno sette persone sono morte e quattordici sono rimaste ferite nell’attacco odierno a tre bus in cui viaggiavano pellegrini copti nella zona di Minya. “Persone armate sconosciute hanno sparato contro due bus che trasportavano copti ed erano in viaggio verso il monastero dell’Anba Samuel”, si legge sul sito della tv Al Arabiya.
“Colpi di arma da fuoco sono stati sparati in maniera intensa su un terzo bus, ma l’autista è riuscito a far fuggire il mezzo”, sottolinea la stessa emittente. Il tragico bilancio di morti e feriti potrebbe però essere ben più pesante, come precisato dal portavoce della Chiesa copto-ortodossa, Boul Halim. L’attacco terroristico, avvenuto a circa 200 chilometri a sud della capitale egiziana Il Cairo, è stato condannato fermamente dal presidente al-Sisi che ha assicurato via Twitter la determinaziona del suo governo “nel combattere il terrorismo e perseguire i responsabili”.
Che l’attentato sia di matrice jihadista non è stato confermato ancora dalle autorità egiziane ma è abbastanza scontato, considerati gli innumerevoli precedenti attacchi contro i cristiani in Egitto, tutti recanti le stesse firme islamiste del terrore. Lo scorso anno, un attacco molto simile a quello di oggi, anche in quel caso contro un autobus di pellegrini cristiani, provocò la morte di 30 persone e fu rivendicato dall’Isis. Dal dicembre 2016, infatti, gli attentati contro i copti hanno provocato in Egitto oltre 100 morti e centinaia di feriti.
Alessandro Della Guglia

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