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Roma, 22 feb – Come tutti le nazioni africane, anche l’Egitto ha visto la sua economia devastata dalla pandemia. A pesare sono soprattutto il calo nell’afflusso di turisti e la riduzione delle esportazioni di gas naturale. Senza considerare che è anche diminuito il valore delle rimesse dei suoi cittadini residenti all’estero.

Per il 2021 crescita stima al 2,6%

Il peggio sembra però essere passato. Il Fondo monetario internazionale prevede infatti per il 2021 una crescita del 2,6%, in sensibile aumento rispetto alla stima del +2% fatta lo scorso giugno. L’Egitto sarà, così, uno dei pochi Paesi del continente nero che quest’anno registreranno il segno positivo.

Gli economisti del Fondo Monetario si aspettano un recupero di tutti i settori tranne quello turistico, la cui crescita è destinata a subire forti ritardi per via delle conseguenze del Covid che impedisce l’arrivo in massa di turisti e quindi i guadagni in termini di valuta pregiata.

L’Egitto si rivolge al Fondo monetario

Per far frontre alla difficile situazione economica, il governo egiziano ha preso provvedimenti per migliorare le finanze pubbliche. Tra queste sono degne di nota l’emissione di Titoli di Stato a più lunga scadenza e il taglio dei sussidi ai carburanti, il cui peso sul bilancio statale dovrebbe calare dal 3 allo 0,4% del Pil. La decurtazione dei sussidi è una delle condizioni richieste dall’Fmi per concedere prestiti all’Egitto, necessari al Cairo per far fronte al crollo delle riserve di valuta pregiata causate dal forte deficit delle partite correnti.
Altri provvedimenti sono in cantiere. Si parla di riforma della tassazione dogane e di modifiche operative alle funzioni della locale Banca nazionale degli investimenti.

Cruciale la ripresa della domanda di gas

A dare respiro alle casse dello stato c’è la crescita stimata della domanda di gas naturale. L’Egitto è un importante produttore di oro blu e ciò dovrebbe garantire maggiori entrate con benefici positivi a cascata per l’intera economia.
Giuseppe De Santis

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