Roma, 14 feb – Da qualche anno l’Egitto è diventato uno dei più grossi produttori di gas del Mediterraneo ma questo non ha impedito al governo di produrre energia da fonti rinnovabili quali il solare e l’eolico, tanto che Il Cairo ha intenzione di produrre nel 2022 il 20% dell’energia da fonti rinnovabili. Questa quota dovrebbe salire al 40% nel 2035. E’ evidente che l’Egitto vuole non solo ridurre l’inquinamento, ma anche e soprattutto preservare il gas prodotto per le esportazioni, così da massimizzare le entrate di valuta pregiata. Ma produrre elettricità da fonti rinnovabili non basta e adesso il governo punta a produrre auto elettriche per rendere il trasporto più “verde”.

Come e perché l’Egitto inizierà a produrre auto elettriche

Le strade in molte città egiziane sono decisamente congestionate e l’inquinamento causa diversi danni alla salute dei cittadini. La società automobilistica egiziana El Nasr Automotive Manufacturing è in contatto con tre potenziali partner per iniziare nel 2023 la produzione di auto elettriche. Produzione che nei tre anni successivi dovrebbe raggiungere le 20mila unità annue.

In cantiere esiste già un modello che sarà denominato E70 o A70 e che dovrebbe costare 20mila dollari, una cifra pari al prezzo di auto elettriche simili prodotte dalla francese Renault. Sarebbe quindi nella media internazionale e i potenziali clienti di questa auto elettrica egiziana, oltre che i normali cittadini, sarebbero i tassisti e coloro che aderiscono a Uber. Per agevolare l’uso di auto elettriche il governo egiziano creerà inoltre una società ad hoc per installare punti di ricarica. Quest’ultima sarà posseduta per il 40% da vari privati, per il 10% da El Nasr e per il restante 50% da una società statale egiziana. Le prime tremila colonnine di ricarica saranno installate a Il Cairo e ad Alessandria, per poi proseguire in altre città.

Giuseppe De Santis

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