Roma, 14 feb – Il caro bollette è inarrestabile perché inarrestabile è la corsa dei rincari energetici, accelerata anche dalla crisi Russia-Ucraina: Assoutenti parla di una stangata di 38,5 miliardi per le famiglie e Salvini chiede al governo subito 7 miliardi, assolutamente insufficienti.

Caro bollette, allarme Assoutenti: stangata da 38,5 miliardi per le famiglie

Le stime parlano di una stangata di 38,5 miliardi per le famiglie italiane. Il dato allarmante emerge da un report di Assoutenti, basato sui dati Istat relativi all’inflazione di gennaio. Lo studio ha calcolato le ripercussioni per le tasche delle famiglie dei rincari che stanno investendo in questi giorni i listini al dettaglio. Tra i prodotti alimentari di largo consumo, ad esempio, analizza Assoutenti, il pane ha subito a gennaio un incremento del +3,9% rispetto allo scorso anno, che per la famiglia media equivale ad un maggior esborso da +35,8 euro annui.

Il caro prezzi colpisce i consumi

Altro esempio, il prezzo della pasta, che sale in media del +10%, mentre per i frutti di mare occorre spendere l’8,4% in più rispetto a gennaio 2021. La verdura costa addirittura il +13,5% in più, quasi 60 euro in più a famiglia, ma ad aumentare sono anche i prezzi di acqua minerale (+3%), gelati (+4%) e succhi di frutta (+4,8%). I rincari riguardano anche altri ambiti della spesa, come i mobili, che costano il 4% in più, gli apparecchi domestici il 5,1% in più, mentre quelli per il riscaldamento e i condizionatori d’aria volano al +16,2%. Non si salvano nemmeno piante e fiori (+4,5%).

Per ogni singola famiglia una maggiore spesa di 1.480 euro

“Le ripercussioni del caro bollette sui listini al dettaglio determinano attualmente una stangata da +38,5 miliardi di euro per le tasche dei consumatori, e con l’attuale livello dei prezzi ogni singola famiglia, a parità di consumi annui, deve mettere in conto una maggiore spesa di circa +1.480 euro“. A lanciare l’allarme è il presidente di Assoutenti Furio Truzzi. Situazione critica anche per le Pmi, che rischiano di chiudere per il caro energia.

Salvini: “Subito sette miliardi sui conti correnti degli italiani”

Dal canto suo, Matteo Salvini chiede sette miliardi sui conti correnti degli italiani per fronteggiare il caro bollette. Ai microfoni di Rtl 102.5 il leader della Lega spiega che “pensare di vietare la vendita di auto di benzina e diesel è una follia”. “Sui piccoli imprenditori e sulle imprese è necessario intervenire subito – è la richiesta -, con soldi sui conti correnti. In prospettiva occorre estrarre e produrre più gas e importare più gas sperando che non ci sia la guerra in Russia. Favorevoli a più del doppio di estrazione, altrimenti ci scaldiamo con i legnetti. La guerra è l’ultima cosa che ci possiamo permettere”.

Il leader della Lega rilancia il nucleare

“Molto banalmente – continua Salvini – siamo i primi a non avere interesse che scoppi una guerra. Io sono per il ritorno alla produzione dell’energia nucleare, la producono in Francia e anche nella verde Finlandia. Non possiamo rimanere a piedi. Tutelare l’ambiente con eolico ecc, ma occorre buon senso anche per le auto: è una follia pensare di non produrre più le macchine a benzina e diesel e favorire la Cina”, ribadisce il leader della Lega. Al di là delle richieste del Carroccio e dagli slogan elettorali, certo è che l’Italia non può proteggersi dal caro energia con misure tampone (comunque insufficienti visto che il premier Mario Draghi non vuole scostamenti di bilancio). Servono interventi strutturali.

Crisi Ucraina-Russia, schizzano i prezzi di gas e petrolio in Borsa

Intanto, come da copione, si scatenano le speculazioni in Borsa. Gas in forte rialzo sull’onda della crisi Ucraina-Russia. Sui mercati ci sono timori per una improvvisa riduzione dei flussi di gas che arrivano dalla Russia. Ad Amsterdam le quotazioni sono in rialzo dell’8,5% a 83,50 euro al Mwh, dopo aver registrato un aumento del +12% a 88 euro. A Londra il prezzo sale del 4,45% a 185,86 penny per Mmbtu. Piazza Affari (-3,7%) scivola ancora, in linea con gli altri listini europei con i timori di una guerra. A Milano pesano le banche e le utility mentre prosegue la corsa del prezzo del petrolio e del gas. Lo spread tra Btp e Bund prosegue a 169 punti, con il rendimento del decennale italiano all’1,90%. 

Caro carburanti, anche il diesel sopra due euro al litro

Il prezzo di un barile di petrolio Brent con consegna ad aprile ha superato la barriera di 95 dollari sul mercato dei future di Londra, scambiato a 95,57 dollari, in aumento dell’1,15% rispetto alla chiusura di venerdì scorso. Infine, i rincari dei carburanti: dopo che la benzina ha superato i due euro al litro, anche il diesel in autostrada – dove la media è sopra quota 2,1 euro – ha superato quota due euro. 

Adolfo Spezzaferro

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