New York, 13 dic – I media mainstream non hanno ancora finito di festeggiare per la vittoria elettorale di Doug Jones, il candidato democratico che è riuscito a espugnare l’Alabama, tradizionale fortezza repubblicana. L’ultimo a riuscire in una simile impresa era stato nel lontano 1992 Richard Shelby, che però solo due anni più tardi passò tra i banchi dei repubblicani, tra cui siede ancora oggi. Si tratta quindi senz’altro di un risultato storico (su questo non ci piove), che peraltro consegnerà a Trump una maggioranza risicatissima al Senato (un solo voto), già in un contesto, oltretutto, che vede “the Donald” osteggiato da numerosi membri del suo stesso partito.

Nonostante tutto, però, ci sono dei dati che non dovrebbero far gongolare eccessivamente i globalisti di ogni latitudine. Innanzitutto, la vittoria di Jones su Roy Moore, l’uomo di Trump, è stata risicatissima: 49,6 contro 48,8%. Nel caso il margine di vittoria sia inferiore all’1%, negli Usa è legittimo pretendere un ricalcolo dei voti. Cosa che, appunto, Moore è intenzionato a fare. Vittoria sì, dunque, ma tutt’altro che un vero trionfo.

In secondo luogo, da queste elezioni per il rinnovo del Senato è riemersa con prepotenza la spaccatura etno-razziale presente oggi negli Stati Uniti. Se circa il 90% della popolazione afroamericana ha votato per Jones (una specie di plebiscito), donne e uomini bianchi hanno invece appoggiato convintamente l’uomo di Trump: stiamo parlando rispettivamente del 65 e del 74%. Più dei due terzi dell’elettorato bianco ha quindi votato in massa per Roy Moore, malgrado questi sia stato vittima di una dura campagna diffamatoria (in perfetto stile liberal), con immancabili presunte donne molestate dal candidato repubblicano (e si parlerebbe, peraltro, di fatti risalenti a 40 anni fa). Insomma, le consultazioni in Alabama hanno dimostrato che l’America è attraversata sempre più da una spaccatura etnica che, attualmente, sembra impossibile da rimarginare. Non proprio un bello spot per la società multirazziale tanto decantata dai Saviano di turno.

Valerio Benedetti

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3 Commenti

  1. Fa piacere leggere simili articoli, assai diversi dalla disinformazione sky Rai Mediaset che quotidianamente ci propinano stronzate galattiche……..Trump, piaccia o meno,è stato eletto in elezioni democratiche così come quell’ incompetente di obama che però essendo comunista e filo islamico piaceva tantissimo ai liberal catto comunisti del cavolo che ogni giorno ci raccontano colossali favolette …….persino cappuccetto rosso scappa nel bosco con il lupo pur di non sentire la loro realtà virtuale. USA con forti tensioni razziali, la convivenza forzata diventa sempre più difficile…..

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