Roma, 4 mag – Ursula von der Leyen ha annunciato oggi l’intenzione Ue di imporre un embargo totale sul petrolio russo entro la fine del 2022. In Europa emergono però le prime frizioni, con alcuni Stati membri che si sfilano e chiedono deroghe speciali. Dopo il caso di Slovacchia e Ungheria, già fortemente refrattarie a rinunciare al greggio fornito dalla Russia, spunta la Bulgaria.

Embargo petrolio russo, anche la Bulgaria chiede deroga

Il governo di Sofia chiederà infatti alla Commissione europea la deroga all’embargo al petrolio di Mosca. E’ quanto annunciato dal vicepremier e ministro delle Finanze bulgaro, Assen Vassilev, in un’intervista al quotidiano Capital. “La Bulgaria può tecnologicamente fare a meno del petrolio russo, ma ciò aumenterebbe notevolmente il costo del carburante”, fa notare il vice primo ministro bulgaro. “Da questo punto di vista, se la Commissione europea prevede eccezioni, vorremmo approfittare di queste eccezioni, poiché ciò è nel migliore interesse dei consumatori bulgari, dei trasportatori bulgari e del popolo bulgaro nel suo insieme”, precisa Vassilev. “Se c’è una ferma posizione europea ‘fermiamo tutto per tutti’, è una cosa. Ma se ci sono eccezioni, eserciteremo il nostro diritto di utilizzare la stessa eccezione”, dice ancora il vicepremier.

Le “eccezioni” già previste

Come emerso stamani, una proposta presentata dalla Commissione europea agli Stati membri prevede l’esenzione fino alla fine del 2023 dall’applicare il blocco delle importazioni da Mosca per la Slovacchia e per Bratislava. Di qui la richiesta della Bulgaria, che evidentemente ha colto la palla al balzo. Con tutta evidenza l’Europa non appare così “unita” nel rinunciare, almeno da subito, al petrolio russo. “Ora affrontiamo la nostra dipendenza dal petrolio russo. Sia chiaro: non sarà facile. Alcuni Stati membri dipendono fortemente dal petrolio russo. Ma dobbiamo semplicemente lavorarci sopra”, ha detto stamani la von der Leyen. L’Ue dovrà “lavorarci sopra” un bel po’, a quanto pare.

Eugenio Palazzini

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