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Roma, 16 mag – Eni è presente in Angola sin dal 1980 e ha iniziato a estrarre petrolio dal 1991. Una presenza di lunga data, quella nella nazione africana, che adesso la società intende ulteriormente rafforzare con nuove iniziative.



Da Eni 7 miliardi investimenti in Angola

Di recente Claudio Descalzi, amministratore delegato di Eni, ha incontrato il presidenze dell’Angola Joao Lourenco. Oggetto del vertice la decisione da parte del cane a sei zampe di investire, nell’arco dei prossimi quattro anni, qualcosa come 7 miliardi di dollari. Questi saranno utilizzati per finanziare progetti nel campo della ricerca, della produzione e della raffinazione del greggio. In ballo ci sono anche progetti sulle energie rinnovabili, in primis solare.

Il colossale programma di investimenti varato da Eni in Angola sta già iniziando a dare risultati. Nell’area di Cabaca è stato infatti scoperto un giacimento di petrolio che secondo le stime potrebbe contenere fino a 250 milioni di barili. Situato al largo delle coste (ad una profondità di 500 metri al di sotto del livello del mare), sarà presto operativo e potrà produrre almeno 10mila barili di petrolio al giorno.

Non solo idrocarburi

Per quanto notevole, l’impegno di Eni non si limiterà solo all’estrazione e al trattamento del petrolio. Si parla anche di produzione di idrocarburi (principalmente diesel) a partire dalle biomasse. A tale proposito è in cantiere un progetto, nella provincia meridionale di Namibe, per installare un impianto dalla potenza di 50 megawatt con l’obiettivo di sostituire gli inquinanti, costosi e obsoleti generatori diesel oggi utilizzati.

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Eni in Angola è presente pure nel sociale, difatti finanzierà iniziative nelle province della già citata Namibe, di Huila e di Cabinda per fornire agli abitanti acqua potabile ed elettricità. Nonché per migliorare i servizi sanitari, con la formazione in corso di oltre 500 medici.

Giuseppe De Santis

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