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Tel Aviv, 16 mag – Continua incessante il bombardamento della striscia di Gaza da parte di Israele. Sfiorato anche il palazzo del centro rifugiati Onu. Hamas riesce a penetrare Iron Dome. I missili israeliani colpiscono la casa del numero due di Hamas e il palazzo della stampa che contiene sedi dell’Associated Press e Al Jazeera.



Israele, pioggia di missili su Gaza 

Un missile israeliano questa notte, secondo quanto riporta il Corriere, ha centrato in pieno un palazzo di tre piani abitato da civili: è completamente crollato portando via con sé la vita di otto bambini e due donne. Salvo il piccolo Omar, 5 mesi. L’esercito israeliano fa sapere di aver colpito stabile perché avrebbe dato ricetto a «elementi di spicco dell’organizzazione» di Hamas, accusando contemporaneamente i palestinesi di usare i civili come scudi umani.

Sfiorata agenzia Onu per i rifugiati

I palestinesi “vendicano” l’attacco al campo profughi di Shati con un lancio di razzi su Tel Aviv. Ieri sono riusciti a penetrare Iron Dome con due salve di fila e un bombardamento di qualche minuto. Ramat Gan, israeliano di  55 anni, è rimasto ucciso. Ad oggi le vittime israeliane dall’inizio della guerra sono 10, tra loro un bambino di 5 anni. Le Brigate Al Qassam, esercito irregolare di Hamas, ha annunciato lo stop ai razzi per 2 ore, dalle ore 22 di stasera ma già pochi minuti dopo la mezzanotte arrivano su Israele altri 200 razzi. A sua volta, Israele ha risposto con un «pesante bombardamento» senza preavviso su Gaza City, stando ad Al Jazeera. Colpiti due edifici residenziali: almeno tre vittime, che si continuano a contare.  Sfiorato anche l’edificio che ospita l’Agenzia dell’Onu per i rifugiati palestinesi (Unrwa).

Rasa al suolo casa del numero due di Hamas

Mentre l’aviazione israeliana e i carrarmati hanno continuano ad attaccare la Striscia il conteggio dei morti sale a 145, i feriti un migliaio. Joe Biden ha parlato con il premier Benjamin Netanyahu e con Abu Mazen. Netanyahu fa sapere che «l’operazione va avanti, continueremo fino a quando avremo raggiunto i nostri obiettivi».  Aviv Kochavi, il capo di Stato maggiore israeliano, ha avvertito i leader di Hamas che per loro e le le loro case non vi sarebbe stata alcuna immunità: la casa del numero due di Hamas, Khalil Al Hayya, è stata rasa al suolo.

Colpita sede di Associated Press

Colpito dall’avianzione israeliana anche il palazzo dell’Associated Press: i missili hanno colpito le fondamenta del palazzo di 12 piani,  dopo che l’intelligence ha chiamato il proprietario e lo ha avvertito di far evacuare l’edificio. I reporter hanno avuto meno di un’ora per fuggire e salvare gli archivi. «Siamo scioccati e inorriditi», commenta Gary Pruit, il presidente dell’Ap. Negli uffici c’erano una dozzina di giornalisti quando hanno ricevuto l’ultimatum: «Adesso il mondo potrà sapere molto meno di quello che sta succedendo a Gaza». Il direttore di Al Jazeera definisce il bombardamento «barbarico» e accusa Israele di voler «nascondere la carneficina e la sofferenza». Jonathan Conricus, il portavoce delle forze armate di Israele, sostiene che he il grattacielo era un «obiettivo legittimo» perché «nel palazzo si nascondevano gli uomini dei servizi segreti militari di Hamas. Speravano che mettendosi tra i giornalisti avremmo esitato a colpire».

Ilaria Paoletti

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