indonesiaGiacarta,  28 ott – ENI consolida la sua presenza nel sud-est asiatico con la scoperta di un nuovo giacimento di gas nel sito di ricerca ed esplorazione denominato “Merakes” , situato al largo della regione del Kalimantan orientale (Borneo) a circa 170 km a sud del centro di liquefazione gas di Bontang e a 35 km dall’altra concessione in fase di produzione “Jangkrik”, sempre sviluppata dalla società di San Donato Milanese.

La scoperta è stata effettuata tramite il pozzo esplorativo “Merakes 1” in condizioni offshore, ovvero in mare, che ha raggiunto il fondo marino alla profondità di 1372 metri e la trappola gassosa alla profondità totale di 2640 metri, quindi quasi 1300 metri al di sotto della crosta terrestre.

Il pozzo ha incontrato la roccia serbatoio in una successione clastica del Pliocene inferiore (5,3 – 3,6 milioni di anni fa) dello spessore di circa 60 metri composta da arenarie, particolari rocce costituite da sabbia compatta e solidificata, un tipo di sedimento che, insieme ai conglomerati e alle sabbie meno compatte, rappresenta il 60% delle rocce serbatoio e tipicamente sono di derivazione fluviale, lacustre o da depositi deltizi, tidali e da correnti sottomarine (di torbida).

“Merakes 1” è il primo pozzo esplorativo perforato dall’ENI nella concessione dell’Est Sepinggan, che è stata assegnata alla compagnia nel 2012 dopo aver vinto una gara internazionale; in questa particolare concessione la società del cane a sei zampe si è aggiudicata il 100% dei diritti di sfruttamento. ENI stima il potenziale di sfruttamento del giacimento in circa 36 miliardi di metri cubi di gas pari a circa 220 milioni di BEP (Barile Equivalente di Petrolio), cifra che verrà ulteriormente precisata in fase di esplorazione (appraisal in gergo tecnico).

La concessione indonesiana, come sopra accennato, non è la prima di ENI, che nell’area è presente già nel sito di “Jangkrik” detenendone il 66% dei diritti di sfruttamento (il restante all’americana Anadarko); qui la scoperta di idrocarburi gassosi è datata aprile 2009, periodo in cui il primo pozzo esplorativo venne perforato a una profondità di circa 400 metri al di sotto del livello del mare; la società italiana, nel 2010, in fase di stima del giacimento, riuscì a stabilire in circa 80 metri lo spessore della roccia serbatoio, affine per litologia ed età a quella del “Merakes 1”. Durante i test di produzione di questo giacimento sono stati raggiunti valori di circa 490mila metri cubi di gas al giorno, cifra che permette di essere ottimisti in fase di produzione, approvata dal governo di Jakarta tramite la SKKmigas nel 2013, e che attualmente è in corso di investimento finale da parte delle compagnie.

Paolo Mauri

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Paolo Mauri
Nato a Milano, classe 1978. Laurea in Geologia. Dopo aver lavorato qualche anno nel campo della moda nella capitale meneghina, ha deciso di approfondire quella che è sempre stata la sua grande passione, essendo da sempre stato in contatto con gli ambienti militari a più livelli, non da ultimo anche per merito del servizio di leva: l'ars militaria nelle sue varie forme, dalle strategie alle armi. Questa, connessa all'altra sua grande passione per la storia moderna e contemporanea, e unita ai suoi studi geologici, gli ha permesso di occuparsi di geopolitica per Il Primato Nazionale sin dal 2014. Attualmente scrive anche per Tradizione Militare, periodico dell'Associazione Nazionale Ufficiali Provenienti dal Servizio Attivo.

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