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Erdogan minaccia ancora: “Presto i profughi verso l’Europa saranno milioni”

by Eugenio Palazzini
7 comments
Erdogan, presidente turco

Roma, 2 mar – Di solito nelle relazioni internazionali i ricatti avvengono sottotraccia, oppure soppesando le parole. Il “sultano” turco invece mostra, ancora una volta, tutta la sua sfacciataggine e non usa mezzi termini. “Da quando abbiamo aperto i nostri confini è aumentato il numero di migranti diretti in Europa. Presto saranno milioni”, ha tuonato Erdogan in un discorso ai membri del suo partito (Akp) ad Ankara. Una minaccia inaccettabile che dovrebbe almeno scuotere l’Ue da un decennale torpore. Eppure come al solito la reazione è blanda, insignificante, per non dire funzionale alle solite richieste di Erdogan.

L’Unione europea pronta a pagare Erdogan?

Per questo il presidente turco non mostra alcun timore e prosegue indisturbato le sue azioni ricattatorie. “L’Europa credeva che stessimo bleffando, ma quando abbiamo aperto le porte i telefoni hanno ricominciato a squillare”, ha infatti specificato Erdogan. Non a caso, fonti di Bruxelles riferiscono già di nuovi aiuti finanziari assicurati alla Turchia. E un portavoce della Commissione Europea ha parlato di un primo contatto telefonico, che sarebbe avvenuto venerdì, tra Ursula von der Leyen ed Erdogan. “Ci atteniamo all’accordo Ue-Turchia su profughi e migranti e ci aspettiamo che Ankara onori i suoi impegni”, ha detto il portavoce della Commissione. Sembra incredibile, ma l’Unione Europea si mostra davvero così, del tutto impotente di fronte alle minacce del presidente turco. E non fa altro che stare al suo gioco, promettendogli esattamente quello che lui pretende: soldi, tanti soldi in cambio di un freno al flusso di clandestini diretti al confine greco.

Un film già visto

E’ una risposta sconcertante se non altro perché si tratta di un drammatico film già visto, considerato che Erdogan utilizza la stessa arma ricattatoria da mesi. A ottobre scorso, sempre parlando ai membri del suo partito, il “sultano” disse infatti che se l’Unione europea ci accuserà di “occupazione” della Siria e ostacolerà la nostra “operazione” militare, “apriremo le porte a 3,6 milioni di rifugiati e li manderemo da voi”. Stavolta da Bruxelles non si è alzata una sola voce contro gli attacchi a Idlib, che fino a prova contraria è territorio siriano. Non essendo una zona abitata da curdi evidentemente non cattura troppo l’attenzione di certi politici. Poco importa a Erdogan, a lui basta minacciare l’Europa a ogni piè sospinto e poi passare all’incasso. Dei nostri soldi.

Eugenio Palazzini

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7 comments

Jos 2 Marzo 2020 - 5:24

…unica salvezza è Putin.. che lo tolga di mezzo….Gli USA, no….nel caos ci sguazzano..

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Marc 2 Marzo 2020 - 6:17

Se non ti sparano prima.

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jenablindata 2 Marzo 2020 - 10:28

no problem:schieriamo i vari eserciti europei sul confine con la turchia,con l’ordine di non far passare nemmeno una cavalletta:così la smettono di prender soldi per grattarsi…
e tutti quelli che erdogan fa passare,se li ciuccia tutti lui.

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Cesare 3 Marzo 2020 - 3:46

Questo islamista Erdogan è pericoloso e ha rotto le palle invadendo con le truppe la Siria e la Libia contro qualsiasi diritto internazionale.Speriamo che sia i siriani che i libici gli diano una lezione che non si scordi piu’

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Immigrati, l'Ue cede (di nuovo) al ricatto di Erdogan: "I soldi verranno erogati" | Il Primato Nazionale 3 Marzo 2020 - 4:30

[…] 3 mar – Tutto come previsto, o per meglio dire lasciato intendere nei giorni scorsi. L’Unione europea verserà un cospicuo obolo alla Turchia per frenare l’ondata di […]

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Maria Grazia Miccheli 3 Marzo 2020 - 8:57

Ogni stato di Europa mandi gli invasori in Turchia. Difendiamo i confini e combattiamo contro gli invasori. Decidiamoci prima che sia troppo tardi.
VIVA L’ITALIA

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Turchia, proteste contro Erdogan: calci e pugni in Parlamento tra deputati (Video) | Il Primato Nazionale 4 Marzo 2020 - 5:19

[…] Non tutti insomma gradiscono le mosse del “sultano”, che negli ultimi giorni ha pensato bene di aprire le frontiere a decine di migliaia di immigrati che stanno assediando il confine […]

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