Roma, 27 mar – Dopo il caso Trump, un altro presidente finisce vittima della censura di Facebook: si tratta del venezuelano Nicolas Maduro. Il social network californiano ha bloccato per un mese l’account del presidente venezuelano a causa di ripetute violazioni delle regole imposte sull’informazione relativa al Covid-19. Nel post che ha fatto scattare il ban, e che adesso risulta rimosso dalla piattaforma, Maduro scriveva: “Condivido il video che mostra il processo di ricerca svolto dal team di scienziati venezuelani per lo sviluppo dell’antivirale Carvativir, un trattamento complementare per Covid-19”.

Maduro e il farmaco anti-Covid

Il Carvativir è una medicina naturale basata sul principio attivo dell’isotimolo, una sostanza cristallina incolore che proviene da oli essenziali di piante come il timo o l’origano. L’annuncio del primo farmaco anti-Covid made in Venezuela è avvenuto lo scorso 24 gennaio, durante un discorso televisivo del presidente a reti unificate: “Si tratta di una medicina completamente innocua. Non ha alcun tipo di effetti collaterali e ha dimostrato una straordinaria efficacia. Le ‘gocce miracolose di José Gregorio Hernández’ (dal nome del suo scopritore) sono in grado di neutralizzare i sintomi del Coronavirus.  A partire da questa settimana inizia la produzione di massa, in modo che l’intero sistema sanitario nazionale abbia a disposizione questo potente antivirale”. Il giorno successivo veniva depositato il brevetto del farmaco a livello nazionale ed internazionale. Secondo fonti governative “il nuovo farmaco ha trascorso nove mesi in studi e sperimentazioni cliniche, applicato sia a pazienti in terapia intensiva che con lievi sintomi, ottenendo ottimi risultati”.

Facebook e il blocco di Maduro

Come tutte le cure alternative, anche il Carvativir è oggetto di forti critiche da parte del mondo scientifico mainstream che accusa Maduro di “disinformazione sanitaria e propaganda politica”. Un portavoce di Facebook spiega di aver proceduto al blocco dell’account di Maduro in quanto “violava ripetutamente le nostre politiche sulla disinformazione e poteva esporre le persone a rischi. Noi seguiamo le indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, secondo le quali attualmente non esiste nessun farmaco che prevenga o curi il virus”.

Lorenzo Berti

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