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Roma, 12 apr – “Sento puzza di guerra per fake news“. Prendiamo spunto da questo commento di Matteo Savini sui tamburi di guerra che rullano sulla Siria e che esprime al meglio la sostanza della questione. Abbiamo già trattato l’argomento fake news sulle armi chimiche che risalgono addirittura all’esibizione della famosa “provetta” all’ONU da parte del capo delle forze armate Usa Colin Powell e che servì a creare il casus belli per muovere guerra all’Iraq di Saddam Hussein.

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È bene ricordare che Saddam Hussein le armi chimiche le aveva e le aveva usate contro i Curdi iracheni, ma che poi, sconfitto nella Prima guerra del Golfo, le aveva consegnate a termini di armistizio alla commissione internazionale, la quale le aveva distrutte con tanto di rapporti, immagini e video. Tant’è che, nonostante la “provetta di Colin Powell”, questo arsenale chimico segreto di Saddam non fu trovato. Come conseguenza però abbiamo avuto la nascita dell’Isis.

Qui vogliamo commentare le reazioni italiane all’ennesima fake news sull’utilizzo dei gas da parte del governo siriano, diffusa dai “ribelli” il giorno prima di chiedere “garanzie” per evacuare Goutha (la cittadina, sobborgo di Damasco, oggetto del preteso attacco chimico, da cui il governo siriano in collaborazione con i militari russi era riuscito ad evacuare i civili). A questo punto i “ribelli”, invece di affrontare la battaglia finale, il martirio etc. etc. denunciano un attacco coi gas e chiedono le “garanzie”. In questo contesto da noi abbiamo la Lega, M5S e Forza Italia (persino Forza Italia!) che si oppongono ai tamburi di guerra suonati da Usa e Francia (la grandeur, ora c’è Macron che deve fare i conti con una crescente opposizione interna alle sue politiche economiche “liberali”), mentre Mr Trump deve scansare le accuse di contiguità con Putin che, subdolamente, gli avrebbe fatto vincere le elezioni contro la buona pacifista radical chic signora Hillary Clinton, tutta banche ed emiri. E l’inglese Teresa May, reduce la fake news dell’attacco coi gas alla ex spia russa Skripal, manda i sommergibili (a fare che, silurano le portaerei russe?).

Dall’altro lato abbiamo il Pd e il governo “facente funzioni” di Gentiloni allineati e coperti sulle posizioni occidentali, con tutte le geremiadi sulla “fedeltà agli alleati” e le accuse contro Lega, M5S e FI di voler rovesciare la collocazione internazionale dell’Italia: potremmo citare addirittura Giuseppe Garibaldi che, vincitore nel Trentino, rispose col famoso telegramma “Obbedisco” alla richiesta di interrompere le operazioni e ritirarsi. Solo che Garibaldi obbediva al futuro Re d’Italia, qui si obbedisce a una fumosa strategia elaborata fra Washington, Parigi e Londra da cui noi italiani abbiamo solo che da rimetterci, sia facendo l’ennesima figura di Stato vassallo sia dal punto di vista economico.

È legittimato un governo Gentiloni “facente funzioni” a concedere le basi italiane per attaccare la Siria e a portare così il Paese all’ennesima guerra degli altri? L’unica nota positiva è da un lato la posizione di Lega (contraria) e di M5S e FI (aspettiamo almeno che sia accertato che questo attacco chimico ci sia stato realmente), dall’altro è che alcuni commentatori politici si sono come liberati di questa sudditanza e la criticano apertamente.

Luigi Di Stefano

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