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Macron QatarParigi, 8 mag – Un tripudio di tricolori francesi ha accolto ieri la vittoria di Emmanuel Macron. Fin qui tutto normale, siamo in Francia, dove anche un pacato candidato europeista proveniente dal Partito Socialista mantiene almeno la parvenza di uno spirito patriottico. Nessuno oltralpe mette infatti in discussione la grandeur e la bandiera nazionale, pensate viceversa se in Italia un partito “moderato” si chiamasse “In marcia” quante riprovazioni e accuse di estremismo susciterebbe. Peccato però che tra un tricolore e l’altro, in piazza ieri sventolavano non poche bandiere dei “ribelli” siriani. Ovvero i soliti simpaticoni anti Assad spesso riciclatisi in gruppi jihadisti più o meno terribili e comunque sempre terroristici.



Le foto d’altronde parlano chiaro, la vittoria di Macron è stata accolta in piazza con giubilo dai sostenitori dell’Esercito siriano libero, o di quello che ne rimane dopo le diserzioni, le sconfitte sul campo e le ripetute fughe tra le fila di Isis e Al Nusra dei suoi membri. Non solo Inno alla gioia e vessilli dell’Unione Europea, tra i fan del nuovo presidente francese ci sono evidentemente anche molti filo-ribelli siriani. Un dettaglio che di per sé potrebbe già suggerirci come potrebbe delinearsi la politica estera di Macron. Ma al di là dei simboli emergono le posizioni reali già manifestate nel recente passato.

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A tal proposito spiccano le relazioni pericolose tra il nuovo presidente francese e i satrapi arabi, di cui scrivevamo già quindici giorni fa su questo giornale. L’avvocato francese del Qatar, Jean-Pierre Mignard, è infatti membro del comitato politico di En marche e proprio Macron, quando lavorava per la banca Rothschild, ha seguito la negoziazione per vendere il gruppo editoriale Lagardère a Qatar Investment Authority, sussidiaria dei fondi sovrani dell’emirato del Qatar. Nell’aprile del 2016, inoltre, l’ambasciatore del Qatar in Francia così parlava dell’allora ministro: “Una personalità affabile, creativa e innovativa. Ho incontrato il ministro dell’Economia durante il lancio di Qadran, un circolo di cooperazione economica tra uomini d’affari di Qatar e Francia. Ho trovato in lui un uomo di vasta cultura e di conoscenza profonda degli argomenti trattati. L’avvenire, quindi, è suo e io auguro al ministro Macron tutti i successi al servizio del suo Paese e nel rafforzamento delle relazioni della Francia con i Paesi amici”. 

Vero è che in campagna elettorale Macron ha detto di voler rivedere gli accordi tra Francia e Qatar, promossi tra l’altro precedentemente da Nicolas Sarkozy. Peccato però che da ministro dell’Economia, dal 2014 al 2016, non abbia fatto altro che proseguire sulla strada tracciata dall’ex presidente francese. Ed oggi la Francia si ritrova, anche a causa sua, accordi bilaterali con i Paesi del Golfo che soprattutto attraverso fondi privati sostengono i tagliagole in mezzo mondo.

Eugenio Palazzini

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