M5SRoma, 8 mag – Salire sul carro del vincitore è una mossa ormai vista e rivista in politica, ma non si può dire che sia passata di moda. Almeno non per il Movimento 5 Stelle, che soprattutto tramite Di Battista più volte ha ribadito, durante la campagna elettorale francese, di essere assolutamente bipartisan e di non voler mettere bocca sulle decisioni dei cittadini d’oltralpe. Appare allora evidente oggi da che parte stavano realmente i grillini, o almeno con chi hanno deciso di stare adesso dopo i risultati delle presidenziali. Ha vinto Macron, stiamo con Macron. Manlio Di Stefano, capogruppo M5S della III Commissione Affari Esteri e Comunitari, non ha perso tempo per rivelarlo ieri via Facebook: “Complimenti ad Emmanuel Macron per la netta vittoria. Il MoVimento 5 Stelle è pronto a collaborare per un’Europa a misura di popolo, dove giustizia sociale ed equità siano i protagonisti.” Così il capogruppo pentastellato ha scritto sulla sua pagina, pubblicando la foto di un sorridente Macron.

Sangue di Enea Ritter

Oggi poi Di Stefano ha provato a spiegare meglio il suo pensiero, copia incollando le parole di Beppe Grillo: “Mi auguro che Macron, che comunque è il primo presidente a non provenire da uno dei due partiti tradizionali francesi, si impegnerà a salvaguardare il popolo che rappresenta meglio di quanto lo facciano i piddini nostrani (buoni solo a copiare gli slogan d’oltralpe). E questo mio augurio ha un motivo di fiducia: il senso dello Stato Sociale in Francia è più consolidato e la corruzione molto meno diffusa.”

Il capogruppo del M5S ha specificato: “In questa frase di Beppe Grillo c’è tutto il mio pensiero, nonostante qualcuno ancora fatichi a comprendere l’amata lingua italica e il senso di politica multipolare”. Noi fatichiamo, lo ammettiamo, a comprendere questa amata lingua “italica”. Almeno la sua, considerando che di Beppe Grillo non ha riportato “una frase” ma due periodi composti, ovviamente, da un gruppo di proposizioni legate tra loro.

Eugenio Palazzini

1 commento

  1. Francamente mi sembra che le parole di Manlio Di Stefano rappresentino soltanto una presa d’atto della situazione e che citare il pensiero del suo “garante” non sia affatto disdicevole. Credo invece che sia poco opportuno e, francamente piuttosto specioso, creare una polemica su un messaggio che, in questa fase, ha soltanto una valenza diplomatica.

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