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Filippine DuterteManila, 1 giu – Si continua a combattere a Marawi, capoluogo di Lanao del Sur, nel sud delle Fillipine, occupata il 23 maggio scorso da jihadisti Maute legati all’Isis. I terroristi controllerebbero ancora alcuni quartieri cittadini e secondo le stime del governo di Manila i morti finora sarebbero almeno 160. I media locali riferiscono che i jihadisti avrebbero sequestrato circa 200 civili e 40 mila persone hanno lasciato le loro case per sfuggire agli attacchi.

Intanto il presidente filippino Rodrigo Duterte, dopo aver proclamato la legge marziale sull’intera Mindanao, ha fatto bombardare l’isola a tappeto. Nei raid aerei sono rimasti uccisi anche undici soldati delle forze armate governative colpiti dal “fuoco amico”. Altri sette militari sono rimasti feriti. Lo ha riferito il portavoce dell’esercito filippino, specificando che una delle bombe sganciate dall’aviazione ha raggiunto le truppe impegnate nel combattimento con i terroristi che avevano occupato case ed edifici.

Zia Alonto Adiong, portavoce del comitato regionale di crisi, ha rivelato che “probabilmente ci sono più di 2.000 persone ancora bloccate dietro le linee nemiche”. I vertici dell’esercito di Manila ritengono che il nascondiglio di Isnilon Hapilon, considerato il capo del gruppo islamico di Abu Sayyaf, vicino ai Maute, si trovi nella zona attorno alla città di Marawi. Su Hapilon pende una taglia degli Stati Uniti da 5 milioni di dollari.

Eugenio Palazzini

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1 commento

  1. O noi o loro, questa è una guerra di religione dichiarata apertamente dai musulmani a cui i cristiani devono rispondere senza alcuna pietà ! O li sterminiamo noi o loro ci fanno fuori tutti !

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