Roma, 13 mag – Quali ritorsioni potrebbe contemplare la Russia nei confronti della Finlandia? Con la decisione del governo di Helsinki di accelerare il processo che porterà la nazione scandinava ad aderire alla Nato, è la domanda che tutti, inevitabilmente, si pongono. Il rischio che il conflitto in Ucraina possa estendersi ad altri Paesi confinanti con la Federazione Russa è forse meno concreto di quanto si possa temere, per quanto nessuno abbia la sfera di cristallo per poterlo escludere categoricamente. Quel che è certo è che Mosca non starà a guardare e una mossa possibile, in risposta all’allargamento dell’Alleanza atlantica (in ballo c’è pure la sempre più probabile adesione della Svezia) è il taglio alle forniture del gas. Un’ipotesi, quest’ultima, affatto peregrina e ventilata da alcuni media finlandesi.

Finlandia nella Nato, la Russia taglierà il gas?

Secondo il quotidiano Iltalehti, che cita fonti anonime, la Russia potrebbe interrompere le forniture di gas alla Finlandia già da oggi. Il governo di Helsinki non ha rilasciato, al momento, alcuna dichiarazione al riguardo. Attende insomma di vedere se davvero Mosca opterà per il blocco, cosa però che comporterebbe una serie problemi soprattutto alle industrie della nazione scandinava. Vediamo perché.

“La Finlandia è preparata alla possibilità che le consegne di gas dalla Russia finiscano”, ha dichiarato alla Reuters il ministro finlandese degli Affari europei, Tytti Tuppurainen. Non è del tutto vero. Perché se la quota del gas per quanto riguarda il consumo energetico totale finlandese è piuttosto bassa in termini percentuali, al contempo viene utilizzata in particolare nel settore industriale. Lì non può essere sostituita subito, almeno non facilmente, e alcuni esperti interpellati dalla stessa Reuters sostengono che l’interruzione delle forniture dalla Russia potrebbe interrompere la produzione di molte aziende. Un danno serio che verrebbe arrecato soprattutto alle industrie forestali.

Quanto gas russo utilizza la Finlandia

Nel dettaglio: circa il 65% del gas utilizzato dalla Finlandia proviene dalla Russia, ma viene usato per ricavare energia per poco più del 5% del consumo annuale. Questo perché, tra le altre cose, la nazione scandinava può contare sull’energia nucleare come fonte di energia. Il problema è appunto che il gas naturale russo viene utilizzato essenzialmente per la produzione industriale, come rimarcato anche dall’esperto di mercati del gas Heikki Lindfors. Tuttavia, il ministro Tuppurainen, sostiene che la Finlandia si sta già preparando a sostituire il gas russo con fonti di energia alternative e con l’affitto di un terminale Gnl galleggiante insieme alla vicina Estonia. Basterà? In futuro forse sì, nell’immediato è alquanto difficile.

Eugenio Palazzini

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3 Commenti

  1. Premetto che ho, da “terrone e polentone europeo” massimo rispetto e comprensione per i finlandesi, come per i russi.
    Jünger e Sombart spiegano bene, da punti di orientamento complementari (militare-civile), come il capitalismo estremista, materialistico-tecnologico, costringe…!!!
    Persino la grande-piccola puzzola elvetica ha dovuto abbandonare la neutralità al punto che una puzzola che più puzzola non si può, come De Benedetti (pure dal prepuzio libero), targato CH a scoppio ritardato, ha detto basta… finitela!

  2. Finlandia e Svezia si vantano di avere un “welfare” di altissima qualitá….dopo questo “colpo di genio” potranno vantarsi di avere la piú alta qualitá di pezze al culo…

  3. […] Nel dettaglio: circa il 65% del gas utilizzato dalla Finlandia proviene dalla Russia, ma viene usato per ricavare energia per poco più del 5% del consumo annuale. Questo perché, tra le altre cose, la nazione scandinava può contare sull’energia nucleare come fonte di energia. Il problema è appunto che il gas naturale russo viene utilizzato essenzialmente per la produzione industriale, come rimarcato anche dall’esperto di mercati del gas Heikki Lindfors. […]

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