Roma, 23 giu – Tra Finlandia e Russia rischiano di svilupparsi nuove tensioni, dopo la richiesta di adesione alla Nato di Helsinki e dopo che Mosca, negli ultimi giorni, ha sviluppato frizioni anche sulla “questione Kaliningrad” anche con Vilnius.

Finlandia e Russia, tensione ai massimi

Come riporta Adnkronos, la Finlandia si dichiara “pronta a resistere alla Russia se attaccata”. La dichiarazione è del generale Timo Kivinen, capo delle forze armate finlandesi. Il suo Paese, afferma, è pronto a un attacco russo a cui risponderà con il massimo della durezza. Così parla Kivinen:”I finlandesi sono motivati ​​a combattere e il Paese ha costruito un notevole arsenale. Abbiamo sviluppato la nostra difesa militare proprio per il tipo di guerra che viene condotta lì, con un massiccio uso di potenza di fuoco, forze armate e anche aeronautiche”. “L’Ucraina è un boccone difficile da masticare” per Mosca, secondo Kivinen, che aggiunge: ”Così sarebbe la Finlandia”.

La questione Kaliningrad con la Lituania

Non solo Finlandia, ma anche Lituania: in applicazione alle sanzioni Ue, da qualche giorno Vilnius ha dichiarato non farà passare alcune merci nella regione di Kaliningrad. E il Cremlino ha reagito – finora solo verbalmente – in modo molto duro.  La Russia ha infatti dichiarato che la risposta ai blocchi verso Kaliningrad, sarà “pratica più che diplomatica” e che l’azione è considerata senza mezzi termini ostile.

Mosca e i rapporti sempre più difficili con i Paesi vicini

Se guardiamo al quadro complessivo, la situazione per il Cremlino appare nettamente peggiorata rispetto a qualche mese fa. Mosca, al febbraio 2022, poteva contare sulla neutralità di Svezia e Finlandia, su rapporti tutto sommato cristallizzati (sebbene non positivi), con i Paesi baltici, mentre rimanevano vivissime le tensioni sia sul fronte georgiano (“incendiato” dalla crisi dell’ormai remoto 2008) che ucraino. Ad oggi, la Russia si trova a sviluppare nuove ostilità politiche (ancorché ancora non belliche) sia con Helsinki che con Stoccolma, vicine ad abbracciare la sfera di influenza americana, e a trovarsi in una situazione di ulteriore complicazione anche con Vilnius. Tutto ciò a scapito non solo della pace in loco, ma della peggiore delle paure che molti nutrono da quando è iniziata la guerra in Ucraina: un’allargamento del conflitto che potrebbe comportare evoluzioni di proporzioni incalcolabili.

Alberto Celletti

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