Roma, 23 giu – Insieme per il futuro, o insieme per la morte. Politica, s’ìntenda. Il nome della formazione scissionista di Luigi Di Maio conta poco, nella sua banalità. La sostanza, ben più rilevante, è ciò a cui prestare attenzione.

Insieme per il futuro, i 60 parlamentari vicini a “Giggino”

Dopo una figuraccia come quella del Movimento 5 Stelle “originale”, ormai perdurante da anni, nuovamente rinnovata dall’ultima performance di Giuseppe Conte che “tuona” contro l’invio di armi e poi ribadisce il “pieno sostegno” al governo Draghi, ci attendiamo nuove incredibili imprese anche dal Movimento fake, o quel che sarà la formazione appena nata in Parlamento sotto la sapiente guida di Luigi Di Maio. Insieme per il futuro sembra un po’ un insieme per il passato, o per meglio dire, per lo scontato. I circa 60 parlamentari che annunciano l’ingresso nel nuovo gruppo, riportati anche da Tgcom24, non differiranno in praticamente nulla dai colleghi dai quali si sono appena separati. Ma tant’è, la politica è un giro di valzer. Delle inutilità, in questo caso.

Partito o movimento, è già defunto

Di idee ce ne sono poche, e per nulla confuse. In ogni caso, idee banali, scontate, che attualmente vengono applicate dal 99% delle forze politiche presenti in Parlamento, che a questo punto fanno quasi riflettere sul senso della loro diversificazione “teorica”, dal momento che sui temi portanti non c’è alcuna discussione o dibattito. Cosa dobbiamo aspettarci? Le solite cose. Atlantismo, europeismo, liberalismo, immigrazionismo e multiculturalismo andante. Cose che lo stesso Di Maio esprime da anni, da prima di questa inutilissima scissione. Perché questo è la politica italiana negli ultimi 30 anni: scissioni – specialmente a sinistra – tra formazioni politiche che dicono e portano avanti tutte le stesse, tristissime e banali proposte. Il motivo delle loro distinzioni simboliche, alla prova dei fatti, rimane un mistero.

Stelio Fergola

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