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Roma, 4 ago – Un George Floyd visibilmente alterato, che si opponeva all’arresto e si rifiutava di seguire le indicazioni degli agenti che lo avevano fermato. Lo si può vedere nel video, pubblicato in esclusiva dal Daily Mail, che mostra i primi minuti relativi al fermo dell’afromericano di Minneapolis rimasto ucciso da una manovra di contenimento mal eseguita dall’agente di polizia Derek Chauvin, che lo aveva soffocato con un ginocchio premuto sul collo. La sua morte avrebbe in seguito scatenato i moti di protesta e le devastazioni iconoclaste del Black lives matter che hanno tenuto in scacco l’America per più di un mese, arrivando anche a toccare le principali città europee.

Il video

Nel filmato, girato dal punto di vista degli agenti, si vede Floyd a bordo della propria auto implorare – piuttosto melodrammaticamente – i poliziotti di non sparargli mentre questi gli intimano di tenere le mani bene in vista, prima appoggiandole sul volante del veicolo, e poi in testa. Floyd mostra di non voler seguire le indicazioni, più impegnato a cercare di convincere Chauvin e i colleghi di «non essere quel tipo di persona». Ma stando al rapporto del dipartimento di polizia di Minneapolis, gli agenti avevano risposto alla chiamata al 911 di un dipendente di un minimarket perché Floyd aveva pagato le sigarette con una banconota da 20$ falsa e aveva manifestato una palese alterazione psicofisica da alcol o droghe. Non proprio un comportamento da stinco di santo, come testimoniato anche dai suoi numerosissimi precedenti penali, tra i quali spicca l‘irruzione nella casa di una donna incinta che Floyd aveva minacciato puntandole la pistola sulla pancia. Non senza fatica Floyd viene ammanettato e fatto sedere nell’auto, dalla quale poi viene fatto scendere. Interessante notare come l’afroamericano già gridasse «I can’t breathe» (Non riesco a respirare) già dall’interno dell’abitacolo, quando cioè non si trovava sotto il ginocchio di Chauvin.

7 Commenti

  1. inutile dire che se eseguiva gli ordini della poizia a quest’ora era in gabbio,ma non sottoterra.

    mi ricorda un pò quel “tuti bambini piange scapati da la gueera” come armamentario pietistico talvolta usato dai delinquenti di importazione dall’est,quando vengono beccati sul fatto in italia.

  2. Non ho mai avuto dubbi! Un cialtrone attacca brighe: ne faremo a meno…. Piuttosto, potevano aspettare un altro pò, per pubblicare sto video…

  3. Negli USA tutti sanno che quando ti ferma la polizia si mette il cambio in P, si spegne il motore, si abbassa il finestrino e si tengono le mani sul volante. Qualsiasi movimento (posso staccare le mani per prendere la patente??) deve essere autorizzato. Se ti ammanettano e ti chiedono di salire sull’auto di pattuglia lo fai e basta! Se si oppone resistenza si rischia grosso!!! Non è l’Italia dove puoi anche speronare le motovedette della GDF e il giudice ti rilascia chiedendoti pure scusa per il disturbo arrecato!

  4. Non è la brutalità della polizia americana che va giustificata. È la stessa brutalità che i regimi cosiddetti democratici iniziano ad usare anche in Europa nei confronti di cittadini ridotti a sudditi, basti pensare ai gilet gialli e alle prevaricazioni usate contro la libertà delle persone durante il confinamento. Quel che non si vuole comprendere è che i metodi brutali negli USA sono all’ordine del giorno e indifferentemente utilizzati nei confronti di tutti i sudditi americani a prescindere dalla razza esclusi i membri del l’élite al potere. Si è montato un caso razziale quando iil caso c’era ma era ed è quello della trasformazione dei cittadini in sudditi. Sono le regole di ingaggio della polizia americana a essere inaccettabili. Paradossale la vicenda finita in omicidio e scaturita da una banconota falsa di 20 dollari magari utilizzata inconsapevolmente. Ingiustificabile l’omicidio e irrilevanti i precedenti penali della vittima, noti solo a posteriori. Omicidio strumentalizzato contro il razzismo che in questo caso non c’entra nulla e contro la rielezione di Trump. Ma chi pensa di giustificare la polizia, arrampicandosi sugli specchi di fronte ad un chiaro omicidio, fa esattamente il gioco di chi ha dirottato le proteste contro razzismo e simboli storici che non hanno nulla a che vedere con il brutale episodio. E la polizia americana continuerà indisturbata a comportarsi come nel far West facendo magari più attenzione a massacrare qualche bianco in più e qualche negro in meno. Facendo tutti contenti e canzonati. I negri perché qualche bianco in più verra bastonato e i fanatici della legge e ordine perché le regole di ingaggio non verranno sostanzialmente cambiate, felici almeno finché non incorreranno essi stessi nel rigore degli sceriffi del West

  5. Video che, rilasciati molto tardivamente dalle autorità politico giudiziarie del Minnesota (Dem, ovviamente, peggio ancora il sindaco ed il consiglio municipale) avrebbero potuto smorzare sul nascere il movimento, quello si razzista, dei blm.
    I poliziotti non hanno usato violenza, neppure verbale, su Floyd (e questo, se si considerano le regole di ingaggio di quei tutori dell’ordine ha dell’eccezionale…), hanno mostrato molta pazienza mentre lui, probabilmente sotto l’influsso di stupefacenti, aumentava la sua resistenza passiva e lo stato di agitazione.
    I poliziotti, quando lui era per metà in macchina, hanno compreso che le sue condizioni richiedevano l’intervento di una ambulanza, effettivamente chiamata.
    L’aver steso a terra l’uomo, sempre più agitato, corrisponde sicuramente a metodi di contenimento appreso nelle accademie di polizia.
    Chauvin, quando poggia il ginocchio sul collo, non lo preme (evidente sin dalle prime immagini mostrate a sua condanna mediatica…), tentando invece di evitare che nello stato di agitazione Floyd potesse urtare il capo e procurarsi lesioni.
    Il sistema americano non è certamente difendibile, sulla base del nostro modo di vedere, ma è quello.
    Purtroppo per Floyd e Chauvin ai Democratici ed a tutti quelli che sono contro Trump serviva una scintilla per giustificare tutto quello che poi è accaduto: il serio, il faceto, il ridicolo ed il vomitevole…
    Motivo in più per sperare nella rielezione di un elemento distorsivo delle consolidate consorterie finanziarie

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