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Palikir, 4 ago – Dispersi nel Pacifico, trovano riparo su un’isola disabitata, scrivono “SOS” sulla sabbia e vengono salvati. Non è la sceneggiatura di un romanzo per ragazzi o di un filmetto estivo, ma la disavventura capitata a tre uomini che il 30 luglio scorso erano partiti da Poluwat, atollo degli Stati Federati di Micronesia, con l’intento di raggiungere Pulap, un altro atollo micronesiano che si trova a 40 km di distanza in direzione nord est. Peccato però che i tre uomini abbiano sbagliato rotta, finendo poco dopo anche il carburante.

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Dispersi sull’isoletta di Pikelot

E così la loro barca a motore di sette metri ha iniziato ad andare alla deriva, raggiungendo fortunatamente l’isoletta di Pikelot. Qualche decina di palme e una spiaggia, per un’isola grande appena 0,13 km quadrati (per capirci l’isoletta di Gallinara in Liguria, quella comprata recentemente da un magnate ucraino, è grande il doppio). E così i tre si sono trovati a circa 190 km dalla loro direzione originaria dopo aver navigato in tutt’altra direzione (nord ovest invece che nord est). E così come nel più classico dei romanzi o dei film hanno pensato bene di tracciare sulla sabbia la scritta “SOS”, sperando che qualcuno la vedesse.

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Salvati per caso

Per loro fortuna a distanza di tre giorni dal naufragio la scritta è stata avvistata da un velivolo dell’aviazione statunitense che si si stava recando nella non lontana base americana di Guam. I militari hanno avvisato la Marina australiana, fin da subito attiva nelle ricerche dei tre naufraghi. E così un elicottero australiano li ha raggiunti, trovandoli stremati ma ancora vivi. Dopo essersi rifocillati i tre sono stati riportati a Poluwat da un’imbarcazione degli Stati Federati di Micronesia. Non è ancora nota la naizonalità dei tre, ma la foto diffusa dalle forze armate australiane ha fatto il giro del mondo.

Davide Romano

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