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Roma, 16 ott – Dal 2013 i giudici francesi indagano sui possibili finanziamenti da parte della Libia di Gheddafi a Nicolas Sarkozy, soldi che quest’ultimo avrebbe ricevuto per la campagna elettorale del 2007. Nel marzo 2018 l’ex presidente transalpino venne poi fermato dalla polizia giudiziaria di Nanterre. Da allora di Sarkozy si è sentito parlare poco, ma oggi è stato incriminato per “associazione a delinquere” proprio per il caso dei fondi libici. Ad annunciarlo, come riportato da Le Figaro, è stato il procuratore finanziario nazionale. L’ex capo di Stato, interrogato nelle ultime settimane dai giudici, due anni fa era già stato incriminato per occultamento di appropriazione indebita di fondi pubblici, corruzione passiva e finanziamento illegale di campane elettorali.

Sarkozy parlò di complotto

Lo scorso gennaio la Procura nazionale delle finanze ha però esteso le indagini e adesso lo ha incriminato anche per “associazione a delinquere”. Va detto che nell’ultima udienza, tenutasi nel giugno 2019, Sarkozy si era dichiarato “totalmente innocente in questa vicenda”, non esitando a definire le indagini nei suoi confronti un vero e proprio “complotto”. Secondo i magistrati, invece, l’ex presidente della Francia avrebbe ricevuto quei finanziamenti illecitamente tramite uno dei suoi ex collaboratori: Thierry Gaubert.
Ecco allora che oggi è arrivata la batosta per Sarkozy.

Una fugace apparizione

E dire che domenica sera era apparso sorridente e sicuro di sé durante un collegamento a Che tempo che fa, trasmissione condotta da Fabio Fazio su Rai3. Mentre Fazio stava intervistando Carla Bruni, in diretta dalla sua residenza francese, era comparso all’improvviso proprio Sarkozy. “Signor presidente, buonasera. Ma stia con noi. Ma scusa, il presidente Sarkozy!”, aveva esclamato Fazio decisamente sorpreso. Carla Bruni a quel punto ha riportato su di sé l’inquadratura, dichiarando: “Me lo tengo nascosto tutto per me. Mio marito mi ha detto di dirti che appena esce il suo nuovo libro e potremo viaggiare, verrà da te a presentarlo”. Restrizioni da coronavirus a parte, chissà quando a questo punto l’ex capo di Stato potrà sul serio tornare a viaggiare.

Eugenio Palazzini

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