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Roma, 20 feb – I guai per il presidente francese sembrano non finire mai. Non bastassero le proteste dei gilet galli, la crescente impopolarità per la cattiva gestione dell’emergenza Covid e il rischio di pendere le elezioni presidenziali nel 2022 a favore di Marine Le Pen, adesso si aggiungono le dimostrazioni contro i piani di Macron su Edf – Électricité de France.

Macron vuole smembrare Edf: lo chiede l’Ue

Tutto nasce dalla decisione del governo francese di adeguarsi alle direttive europee che impongono l’apertura del mercato elettrico ad altri operatori. Da qui la necessità di smembrare Edf, con conseguente collocamento di quote sul mercato.

Il piano del governo francese prevede di dividere Edf in tre entità separate. Edf blue rimarrebbe di proprietà spubblica e avrebbe in gestione le centrali nucleari, EDF vert gestirebbe gli impianti ad energia rinnovabile e la rete di distribuzione (e sarebbe quotata in borsa), in ultimo Edf azur che avrebbe in gestione le centrali idroelettriche.

Sindacati e politica in trincea contro il piano

I sindacati sono fortemente contrari a questo piano e chiedono che Edf rimanga così com’è. Contro lo smembramento si sono espressi anche diversi rappresentanti parlamentari, che hanno chiesto al governo di ricevere una delegazione dei lavoratori della società

Al momento il piano di Macron per smembrare Edf sembra essere stato sospeso, in quanto sarebbero in corso trattative tra il governo francese e la commissione europea. I sindacati però non mollano e, il 10 febbraio scorso, sono scesi in piazza per opporsi al progetto.

A infuocare ancora di più la protesta è il crescente euroscetticismo dell’elettorato francese, il quale non vuole che Edf venga distrutta solo per soddisfare le esigenze della Commissione europea. Florian Philippot, leader del movimento Les Patriotes, ha sottolineato il fatto che il solo modo di salvare Edf è quello di uscire dall’Ue.

Giuseppe De Santis

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