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Roma, 24 set – La Francia appronta la “vendetta indiana”. A Parigi non si limitano a incassare la “pugnalata alle spalle”, così come definita dal ministro degli Esteri Jean-Yves Le Drian, in salsa anglosassone. E neppure si accontentano della risposta diplomatica, con l’iniziale richiamo degli ambasciatori francesi in Usa e Australia. Il caso sottomarini legato al patto Aukus per Macron è una ferita ancora aperta, fresca, quindi sanguinante.



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Sottomarini, ora la Francia guarda all’India

Parigi ha deciso allora di non accettare di buon grado lo sgarro subito e prepara il terreno per una risposta in grande stile, senza peraltro lavorare sottotraccia come i rivali. Lo fa anzi platealmente, cercando acquirenti per i sottomarini nucleari francesi. Una mossa che con tutta evidenza non è meramente commerciale, bensì amplia le prospettive di influenza geopolitica di una nazione europea che si muove sì in solitaria, ma che detta una potenziale linea da seguire agli altri Paesi membri dell’Ue. Prova ne è quanto emerso nelle ultime ore, con la Marina indiana pronta a lanciare un appalto per sei sottomarini transalpini.

La chiave utilizzata dalla Francia per stimolare l’India è la stessa utilizzata in precedenza con l’Australia: vi aiutiamo a difendervi dalla Cina. Quest’ultima d’altronde si è dotata di cacciatorpedinieri lanciamissili di classe Renhai, prodotti in casa: nei cantieri di Shangai e Dalian. Dalle parti di Delhi suona come una minaccia. “La Francia è motivata a sostenere l’India”, ha fatto sapere a BfmTv il ministero della Difesa francese. Stavolta però i transalpini di Naval group non disporranno di una sorta di corsia preferenziale, perché dovranno partecipare alla gara indiana vedendosela con gli spagnoli di Navantia, i russi del centro Rubin, i sudcoreani di Daewoo Shipbuilding & Marine Engineering e i tedeschi della ThyssenKrupp Marine Systems. C’è comunque una carta d’oro che la Francia può giocarsi con l’India: il comune interesse nell’Indo-Pacifico.

Prendere appunti

Di qui la telefonata che Macron ha fatto a Narendra Modi. Ne sono emersi “fiducia e rispetto reciproco”, scrive in una nota l’Eliseo. C’è di più, ovviamente, perché la telefonata al presidente indiano è arrivata poco prima del vertice del Quad, incontro quadrilaterale organizzato da Joe Biden. Dialogo per la sicurezza, in chiave palesemente anti-cinese, che si tiene oggi a Washington tra Stati Uniti, Giappone, India e Australia. In attesa di piazzare i sottomarini, Macron sta insomma continuando ad assestare schiaffi agli Usa e a far sentire una voce europea nello scacchiere internazionale. Lezioni di francese per l’Italia ferma al palo della sudditanza, di nuovo. Prendere appunti.

Eugenio Palazzini



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