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Parigi, 17 set – Si ritorno a parlare di libertà e corpo femminile in Francia, dove in questi giorni già imperversano le proteste delle giovanissime contro i «codici di vestiario» castigati, raccomandati caldamente dal ministro dell’Istruzione. Sta infatti per essere annunciata Oltralpe una legge che abolisce i certificati che attestano la verginità di una donna. E le perplessità – quando non si parla proprio di netto rifiuto – riguardo alle nuove disposizioni provengono proprio dai medici chiamati ad esaminare la paziente di turno e rilasciare il certificato a genitori, fratelli o mariti musulmani che ne fanno richiesta al ginecologo. L’attestato, secondo i dottori chiamati ad emetterlo, tutelerebbe la sicurezza delle donne più vulnerabili di fronte al mondo maschile islamico, secondo il quale l’illibatezza resta una condizione sine qua non per intraprendere il percorso matrimoniale.

I certificati di verginità vengono rilasciati dal medico ed attestano l’integrità dell’imene. I medici firmatari di un appello contro l’approvazione della legge spiegano di essere «decisamente contrari ai test di verginità», che definiscono come «una pratica barbara, retrograda e totalmente sessista. In un mondo ideale, tali certificati dovrebbero naturalmente essere rifiutati». Per il rilascio, un medico o un’ostetrica deve controllare i genitali esterni e l’ingresso della vagina per valutare l’integrità dell’imene – vale a dire se è stato strappato o meno. Peccato che non sempre vi è una connessione tra integrità dell’imene e la verginità, dal momento che la membrana potrebbe rompersi naturalmente o durante attività sportive come la ginnastica o l’equitazione.

L’Oms spiega che «non solo questi esami sono una violazione dei diritti fondamentali delle donne e delle ragazze, ma in caso di stupro possono provocare ulteriore dolore e riprodurre fin dall’inizio l’atto di violenza sessuale, facendoli rivivere il trauma di cui sono state vittime». Secondo l’Ordine dei Medici francesi, inoltre, l’esame della verginità «non ha giustificazione medica e costituisce una violazione del rispetto della personalità e della privacy della giovane donna, soprattutto una minorenne, costretta da coloro che la circondano a sottomettersi, non rientra nel ruolo del medico. Il medico deve rifiutare questo esame e la redazione di tale certificato».

Tuttavia, «Ci capita di dover fornire questo certificato a una giovane donna per salvarle la vita, per proteggerla perché è indebolita, vulnerabile o minacciata», spiegano. Se la legge venisse approvata, potrebbe verificarsi il ricorso a  pratiche clandestine, o a viaggi all’estero per ottenere comunque l’attestato di verginità. «E le vittime sarebbero esclusivamente le donne che vivono in famiglie integraliste. Ci capita di dover fornire questo certificato a una giovane donna per salvarle la vita», concludono i medici «e la visita è l’occasione per far liberare le donne dal dominio maschile e familiare».

Cristina Gauri 

2 Commenti

  1. Li pagano per il certificato ? PECUNIA NON OLET !
    Infibulano a pagamento ???? se clandestino …. più SOLDI !!!!

    Lo stesso principio di Cecco Sbergo sedicete pontefice .
    8 per mille da froci , drogati , ladri , basta che paghino …… e migranti
    a GUADAGNO CARITAS ….

    il DANARO muove il mondo , solo per alcuni sono

    SANGUE E ONORE …. e sono sempre di meno …..

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